Pronostici Mondiale 2026: Spagna e Francia favorite, ma occhio all’underdog di Haaland

Chi vincerà il Mondiale 2026? Analisi delle favorite Spagna e Francia, la sorpresa Uruguay e le possibili underdog da seguire nel torneo

Giocatori dell'Argentina con la Coppa del Mondo

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Il conto alla rovescia è terminato. Il Mondiale di calcio più grande di sempre, il primo a 48 squadre diviso tra Stati Uniti, Messico e Canada, è pronto a regalare spettacolo. Con un tabellone ampliato e una fase a eliminazione diretta che partirà dai sedicesimi di finale, il margine di errore per le grandi potenze si è azzerato. I principali bookmaker internazionali hanno già tracciato le gerarchie delle quote antepost: ma chi solleverà la coppa a New York il 19 luglio? Scopriamo le favorite, le possibili mine vaganti e la classica “underdog”.

Le grandi favorite: Spagna e Francia guidano il gruppo

Secondo i principali analisti e i dati di Goal.com, il Vecchio Continente si presenta ai nastri di partenza con il vento in poppa.

  • Spagna: La Roja di Luis de la Fuente non è più una sorpresa. Dopo aver dominato l’Europeo, la squadra guidata dal talento generazionale di Lamine Yamal (reduce da una stagione da oltre 20 gol con il Barcellona) esprime il calcio più fluido e moderno del pianeta.

  • Francia: Subito dietro, o a pari merito, ci sono i Bleus. Per Didier Deschamps si tratta dell’ultimo ballo sulla panchina transalpina. Con Kylian Mbappé affiancato dalla freschezza di Michael Olise e una solidità difensiva guidata da William Saliba, i francesi restano il pacchetto più completo e fisico del torneo.

  • Inghilterra e le Sudamericane: L’Inghilterra, ora affidata alla guida strategica di Thomas Tuchel, cerca di spezzare una maledizione lunga 60 anni appoggiandosi a Jude Bellingham e Harry Kane. Più staccate le corazzate del Sudamerica: l’Argentina campione in carica di Lionel Scaloni — alle prese con l’enigma della gestione della “Pulce” Messi — e il Brasile di Vinicius Jr, chiamato al riscatto dopo anni opachi.

La sorpresa: l’Uruguay del “Loco” Bielsa

Se le tre big europee catturano i riflettori, la squadra che potrebbe far saltare i banchi è l’Uruguay. Inserita nello stesso raggruppamento della Spagna, la Celeste è guidata in panchina dal genio tattico di Marcelo Bielsa.

Con un centrocampo di un’intensità devastante guidato da Fede Valverde e un attacco verticale, l’Uruguay ha dimostrato nelle qualificazioni di poter battere chiunque. Non è una favorita di prima fascia, ma nelle sfide secche, l’identità feroce impressea dal “Loco” rende i sudamericani la mina vagante più temibile del torneo.

La classica Underdog: il fascino della Norvegia (o del Marocco)

In un Mondiale a 48 squadre, la caccia alla Cenerentola è più aperta che mai. La vera e propria “underdog” di lusso per questa edizione è la Norvegia. La nazionale scandinava non ha la profondità delle big, ma vanta una potenza di fuoco atomica in avanti: Erling Haaland. In un torneo corto, un bomber capace di segnare a medie irreali può trascinare un intero Paese oltre i propri limiti.

Occhio anche al Marocco, inserito nel girone con il Brasile. Dopo il miracolo in Qatar, i Leoni dell’Atlante, trascinati ancora da Achraf Hakimi, conservano un’organizzazione difensiva e un talento tecnico in grado di provocare nuovi, clamorosi ribaltoni.

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