Un’inchiesta del The Times accende ancora una volta i riflettori sui compensi del presidente della FIFA, Gianni Infantino. Oltre allo stipendio ufficiale, il numero uno del calcio mondiale avrebbe infatti ricevuto altri milioni di dollari attraverso la società statunitense che ha organizzato i Mondiali 2026, senza che queste somme comparissero nei bilanci pubblici della federazione. Una vicenda che solleva interrogativi sulla trasparenza dei vertici del calcio internazionale.
Il secondo stipendio di Infantino: 1,76 milioni di dollari nel 2024
Secondo l’inchiesta pubblicata dal quotidiano britannico The Times, nel 2024 Gianni Infantino avrebbe ricevuto 1,76 milioni di dollari aggiuntivi dalla FWC2026 US Inc., la società creata negli Stati Uniti per gestire l’organizzazione della Coppa del Mondo. Si tratterebbe di compensi ulteriori rispetto a quelli già riconosciuti dalla FIFA.
La documentazione fiscale presentata negli Stati Uniti dalla società indicherebbe questi pagamenti, che non risulterebbero invece dichiarati nel bilancio annuale della federazione internazionale. Per lo stesso anno, nei documenti ufficiali della FIFA, Infantino figurava con compensi pari a 4,274 milioni di franchi svizzeri.
Il punto centrale dell’inchiesta non riguarda soltanto l’entità delle cifre, ma soprattutto la loro mancata pubblicazione nei documenti ufficiali della federazione. Secondo fonti citate dal giornale inglese, inoltre, pagamenti analoghi, se non superiori, sarebbero stati effettuati anche nel 2025 e nel 2026.
La villa di lusso a Miami e i benefit sotto esame
Una parte dei compensi aggiuntivi sarebbe collegata alle spese per l’alloggio del presidente FIFA negli Stati Uniti. Secondo la ricostruzione dell’autorevole quotidiano britannico, nel 2024 sarebbero stati indicati 626.229 dollari nella voce relativa agli altri compensi soggetti a dichiarazione, una cifra che comprenderebbe il pagamento dell’affitto di una villa di lusso sul lungomare di Miami Beach.
L’immobile si trova nelle esclusive Sunset Islands ed è stato acquistato nel 2023 dal miliardario Eric Schmidt, ex amministratore delegato di Google. Un portavoce di Schmidt ha precisato che Infantino avrebbe pagato un affitto in linea con i prezzi di mercato per tre anni e che non risiederebbe più nella proprietà.
Resta da chiarire in che modo questi pagamenti siano stati contabilizzati e quale sia il loro effettivo rapporto con i benefit previsti per il presidente. L’inchiesta non dimostra, di per sé, che siano state commesse irregolarità nell’utilizzo dei fondi.
La FIFA nel mirino: possibili violazioni delle regole sulla trasparenza
Il nodo della vicenda riguarda le norme interne della FIFA. L’articolo 43, paragrafo 13, dello statuto della federazione prevede la pubblicazione dei compensi individuali del presidente, dei membri del Consiglio e del segretario generale. È proprio su questo obbligo che si concentrano i dubbi sollevati dal quotidiano britannico.
Miguel Maduro, ex responsabile del comitato di governance della FIFA, ha definito la mancata divulgazione dei pagamenti aggiuntivi una “chiara violazione” degli statuti, chiedendo un’indagine indipendente.
Interpellata dal The Times, la FIFA ha spiegato che la retribuzione del presidente e i benefit contrattuali vengono stabiliti dall’apposito sottocomitato e comunicati alle autorità statunitensi nel rispetto degli obblighi previsti dalla legge. Non ha però chiarito perché le somme contestate non risultino nel rapporto annuale.
Un’altra bufera sulla presidenza Infantino
Le rivelazioni arrivano in una fase delicata per Infantino, già al centro di polemiche legate alla gestione commerciale dei Mondiali e alle prospettive economiche della FIFA. Il presidente punta a ottenere un nuovo mandato nelle elezioni previste per marzo 2027.
Per ora, l’inchiesta del The Times solleva interrogativi sulla trasparenza dei suoi compensi, ma non equivale a un accertamento definitivo di responsabilità. La questione decisiva sarà capire perché i pagamenti aggiuntivi non siano stati resi pubblici nei bilanci della federazione e se la gestione di queste somme fosse conforme alle regole interne.
