Nel calcio contemporaneo le rivalità più accese e avvincenti non si consumano soltanto sul manto erboso nei novanta minuti di gioco, ma trovano una cassa di risonanza straordinaria fuori dal campo, tra le pieghe dei social network e nelle dichiarazioni senza filtri dei familiari dei calciatori. L’ultimo caso giunto alla ribalta del panorama internazionale, e ampiamente documentato sulle pagine di Tuttomercatoweb, riguarda la clamorosa “rosicata” dell’entourage di Lamine Yamal nei confronti di Harry Kane. A seguito della vittoria del Pallone d’Oro e delle classifiche di merito che hanno visto trionfare il formidabile attaccante inglese del Bayern Monaco, i parenti stretti del gioiello del Barcellona non hanno esitato a manifestare pubblicamente tutta la propria insofferenza. Con uscite al vetriolo e post al limite della provocazione, la famiglia del fuoriclasse spagnolo ha voluto mettere in discussione il verdetto dei premi, rivendicando con forza e orgoglio la netta superiorità dello spettacolo offerto dal proprio ragazzo rispetto alla glaciale regolarità del centravanti britannico.
“Se ami il calcio, guardi lui”: la difesa a spada tratta del romanticismo blaugrana
Il fulcro dell’attacco sferrato dai familiari di Yamal si riassume in uno slogan diventato immediatamente virale su piattaforme e quotidiani di settore: “Se ami il calcio, guardi lui“. Una frase apparentemente celebrativa che in realtà nasconde la precisa volontà di sminuire l’ennesimo trionfo di Kane, descritto sottobanco come un realizzatore spietato ma privo dell’elemento magico e romantico che definisce i veri fuoriclasse del pallone. L’entourage del classe 2007 ha inteso sottolineare come il talento puro, la fantasia e la spregiudicatezza giovanile dell’esterno catalano dovrebbero valere molto più dei semplici numeri realizzativi quando si tratta di assegnare la palma del miglior giocatore. Questo confronto impari — ideato e cavalcato proprio dalla famiglia Yamal — pone l’accento sulla distanza tra l’estetica del gioco e la concretezza sotto porta, trasformando un semplice premio in un’arena ideologica in cui difendere a tutti i costi il valore emotivo del proprio beniamino contro la spietata macchina da gol avversaria.
Le reazioni del web e il dibattito aperto tra i tifosi di tutta Europa
L’esposizione mediatica di questa “rosicata” familiare ha inevitabilmente scatenato un vero e proprio uragano di reazioni da parte di tifosi e appassionati di tutto il mondo. Da un lato vi è chi appoggia incondizionatamente il punto di vista della fazione blaugrana, ritenendo che giocatori capaci di regalare poesia tattica e colpi di genio come Yamal debbano sempre essere posizionati un gradino sopra agli interpreti più fisici e schematici. Dall’altro lato, la stragrande maggioranza della critica e dei sostenitori di Kane risponde ricordando come l’essenza del calcio risieda nella capacità di incidere sulle partite con gol e continuità ad altissimo livello, doti nelle quali l’attaccante inglese continua a far scuola in Europa. Quel che è certo è che le esternazioni della famiglia Yamal hanno aggiunto un capitolo particolarmente speziato alla stagione calcistica, dimostrando quanto l’ambiente attorno ai giovanissimi predestinati sia sempre pronto a far valere le proprie ragioni con veemenza.
