Hatem Ben Arfa poteva tornare a giocare in Ligue 1 a 39 anni, a più di quattro anni dalla sua ultima partita da professionista. L’indiscrezione è emersa in Francia nelle ultime ore e riguarda proprio il Nizza, il club nel quale l’ex talento francese aveva vissuto la stagione più brillante della sua carriera.
Il presidente Jean-Pierre Rivère, tornato alla guida del club nel dicembre 2025, aveva infatti contattato Ben Arfa durante il mercato invernale del 2026 per provare a convincerlo a rimettersi gli scarpini e dare una mano alla squadra nella seconda parte della stagione. L’idea era tutt’altro che uno scherzo: il Nizza cercava una soluzione d’emergenza e, soprattutto, un giocatore capace di riaccendere l’entusiasmo in una stagione complicata.
Quattro anni senza giocare: Ben Arfa non ha mai annunciato il ritiro
La storia diventa ancora più particolare se si considera da quanto tempo Ben Arfa sia lontano dal calcio professionistico.
L’ultima partita dell’ex nazionale francese risale infatti all’aprile 2022, quando vestiva la maglia del Lille. Entrò nei minuti finali della sfida contro il Bordeaux, terminata 0-0, e da quel momento non è più sceso in campo in una partita ufficiale. Nonostante questo, Ben Arfa non ha mai annunciato pubblicamente il proprio ritiro.
A 39 anni, il fantasista francese ha progressivamente abbandonato i riflettori del calcio professionistico e si è dedicato soprattutto al padel, mantenendo un profilo molto più riservato rispetto al passato.
Proprio questa lunga inattività rappresentava però il principale ostacolo all’operazione pensata dal Nizza.
Rivère ha pensato al ritorno del suo vecchio numero 10
L’idea di Rivère aveva anche una forte componente sentimentale. Il presidente conosce bene Ben Arfa e aveva contribuito a portarlo al Nizza nel 2015, dando vita a una delle storie più riuscite della carriera del fantasista.
Secondo quanto riportato da Nice-Matin e ripreso da diverse testate francesi, i contatti tra Rivère e Ben Arfa non si erano mai realmente interrotti. Quando il Nizza si è trovato in difficoltà nella stagione 2025-26, il presidente avrebbe quindi provato a sondare la disponibilità dell’ex giocatore.
L’obiettivo era anche legato alla Coppa di Francia: Rivère sperava di poter arrivare fino in fondo alla competizione e immaginava Ben Arfa come una possibile carta a sorpresa per la parte finale della stagione. Il Nizza sarebbe poi effettivamente arrivato in finale, perdendola contro il Lens per 3-1.
La stagione al Nizza che lo ha trasformato in un idolo
Per capire perché il Nizza abbia pensato proprio a lui bisogna tornare alla stagione 2015-16.
Ben Arfa arrivò sulla Costa Azzurra dopo una stagione praticamente senza giocare e trovò immediatamente l’ambiente ideale per rilanciarsi. Con Claude Puel in panchina, il francese venne utilizzato soprattutto come trequartista e seconda punta, con la libertà di muoversi tra le linee e sfruttare il suo mancino, il dribbling e la capacità di creare superiorità numerica.
Il risultato fu straordinario: 18 gol e 7 assist in 37 presenze complessive, numeri che contribuirono al quarto posto del Nizza in Ligue 1 e alla qualificazione in Europa League. Il club lo ricorda ancora oggi come uno dei protagonisti assoluti di quella stagione.
Fu anche l’annata che gli permise di tornare in Nazionale francese, dopo oltre tre anni di assenza, prima del trasferimento al Paris Saint-Germain.
Ben Arfa era tentato dall’idea
Il progetto del Nizza non sarebbe rimasto soltanto un’idea del club. Secondo le ricostruzioni francesi, lo stesso Ben Arfa sarebbe stato stuzzicato dalla possibilità di tornare a giocare, proprio grazie al legame con il Nizza e alla prospettiva di poter vivere nuovamente una parte della stagione da protagonista.
A rendere affascinante l’operazione c’era soprattutto la possibilità di disputare la fase finale della Coppa di Francia. Un’eventuale presenza di Ben Arfa avrebbe rappresentato uno degli episodi più sorprendenti della stagione calcistica francese.
Ma tra l’idea e il ritorno effettivo in campo c’era un ostacolo enorme: la condizione fisica.
Il problema erano i quattro anni di inattività
Il Nizza non poteva infatti ignorare un dato evidente: Ben Arfa non giocava una partita ufficiale da quasi quattro anni.
All’interno del club sarebbero quindi emerse perplessità sulla possibilità di inserirlo immediatamente nella rosa della prima squadra. Il timore era che il suo eventuale ritorno potesse creare aspettative enormi tra i tifosi senza la certezza che il giocatore fosse realmente pronto per competere a livello professionistico.
Anche Claude Puel, tornato sulla panchina del Nizza nel dicembre 2025 e già allenatore di Ben Arfa nella stagione 2015-16, avrebbe espresso delle riserve sull’operazione.
Il tecnico avrebbe accettato l’idea soltanto a determinate condizioni, tra cui la necessità per il giocatore di recuperare una condizione atletica adeguata prima di poter essere inserito stabilmente nel gruppo professionistico.
L’idea della squadra riserve
Una delle ipotesi prese in considerazione era quella di permettere a Ben Arfa di ritrovare il ritmo partita gradualmente, anche attraverso la squadra riserve.
Era una soluzione pensata per evitare un salto diretto da quattro anni di inattività a una partita di Ligue 1. Il problema, però, era proprio conciliare le diverse aspettative: da una parte Rivère immaginava il ritorno di un giocatore capace di accendere la fantasia dei tifosi, dall’altra lo staff tecnico voleva evitare di caricare l’operazione di aspettative eccessive.
Alla fine, le condizioni necessarie per rendere possibile il ritorno non si sono concretizzate.
Il ritorno è saltato, ma Ben Arfa non ha detto addio al calcio
L’operazione non è quindi andata in porto. Ben Arfa è rimasto lontano dal calcio professionistico e il Nizza ha proseguito la propria stagione senza di lui.
Resta però un particolare significativo: a 39 anni, dopo più di quattro anni senza giocare, Ben Arfa non ha ancora annunciato ufficialmente il ritiro. È una situazione che alimenta inevitabilmente la curiosità attorno a un giocatore che, nel corso della carriera, ha sempre seguito un percorso difficile da prevedere.
Il Nizza ha dimostrato che l’ipotesi di rivederlo in campo non era soltanto una suggestione dei tifosi: il club lo aveva realmente contattato.
Da Nizza a una carriera segnata dal talento
La stagione 2015-16 resta il capitolo più rappresentativo della sua esperienza sulla Costa Azzurra. Il Nizza ufficiale ricorda come Ben Arfa abbia chiuso quell’annata con 18 gol e 7 assist, guidando la squadra al quarto posto e conquistando anche il premio di giocatore del mese dell’UNFP nel gennaio 2016.
Il suo calcio era fatto di dribbling, accelerazioni, fantasia e giocate individuali. Una versione di Ben Arfa che sembrava finalmente aver trovato il contesto ideale per esprimere tutto il proprio potenziale.
Quasi undici anni dopo, il Nizza ha provato a immaginare un’altra pagina della stessa storia. Un ritorno a 39 anni, dopo quattro anni di inattività, che avrebbe avuto qualcosa di incredibile. Per qualche settimana, almeno, quell’ipotesi è stata reale.
