Flop calcio italiano, Criscitiello: “Colpa di queste tre squadre”

Michele Criscitiello analizza il calo della Serie A, tra gestione confusa delle big italiane e delusioni europee. E se la prende con tre squadre in particolare

Michele Criscitiello giornalista
Michele Criscitiello giornalista

20

Punta centrale

94

Inter


  • 28 Giugno 2005
  • Italia
  • 190 cm
  • 80 kg
  • Biografia

Pio Esposito una prima punta dotata di grande prestanza fisica buona presenza in area di rigore. Si distingue per il senso del gol, il gioco aereo e la capacità di fare reparto da solo, proteggendo palla e facendo salire la squadra. Nonostante la struttura imponente, possiede una buona coordinazione e grande capacità nel lavoro senza palla.
Nel suo palmares figura l'Europeo vinto con la nazionale italiana Under-19 nel 2023. Ha due fratelli: Salvatore e Sebastiano, anch'essi calciatori professionisti

Il campionato italiano vive una fase di analisi e riflessione. Secondo Michele Criscitiello, noto giornalista di Sportitalia, il livello della Serie A è calato, permettendo anche ad allenatori emergenti di ottenere successi che in passato sarebbero stati impensabili. In un velenoso editoriale, Criscitiello non le manda a dire, sottolineando come le tradizionali grandi del calcio italiano abbiano steccato in Europa, tra cuore spezzato e sussulti di orgoglio.

La riflessione di Criscitiello

Nell’approfondimento proposto da Criscitiello, il focus si posa su una “riflessione che meriterebbe un approfondimento ma che la gente non capisce”. Il giornalista insiste sull’importanza di un attacco forte, una difesa solida e un modulo ordinato come il 3-5-2 per vincere nel nostro attuale campionato, come fatto dall’Inter senza strafare. Ma, secondo lui, quest’analisi si traduce in un imperativo: quello del gioco spettacolare, che quest’anno pare sia stato messo da parte.

Debacle in Champions e la Nazionale

Indubbiamente, la performance italiana in Europa è stata deludente. “Gli schiaffi presi hanno lasciato la faccia rossa ai futuri Campioni d’Italia”, afferma Criscitiello, nel suo ritratto di un calcio in difficoltà rispetto ai colossi europei che giocano un calcio “serio”. Nonostante ciò, uno dei pochi punti positivi è l’emersione di giovani calciatori che, fino a ieri, giocavano in Serie B e oggi vestono la maglia della Nazionale.

La colpa delle big?

La crisi delle squadre di vertice è un tema caldo. Inter e Milan, due simboli del calcio italiano, devono fare i conti con difficoltà che vanno oltre il campo di gioco. Criscitiello punta il dito su una gestione confusa e su problemi interni.

Il Napoli e il flop attuale

Anche il Napoli non ha brillato, con un campionato al di sotto delle aspettative. Se il titolo era un obiettivo ambizioso, la massima attenzione ora deve essere rivolta alla conquista di una posizione in Champions League.

Il caso del Como

Infine, Criscitiello menziona il caso del Como. Un club che ha investito somme importanti, ma è ancora lontano dagli obiettivi più alti. La lezione del Como sembra chiara: “Le crescite veloci e improvvise non sono mai un bene nel calcio”. Significa che il progresso nel mondo del calcio richiede una strategia a lungo termine piuttosto che colpi di testa momentanei.

Alla fine della giostra, la riflessione rimane: se si vogliono ritrovare i fasti del passato, le squadre italiane devono ripensare le proprie strategie, dentro e fuori dal campo.

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