Giuseppe Rossi: “Potevo giocare per gli USA, ecco perché ho scelto l’Italia. Nel 2012 avevo un contratto pronto con un top club”

Giuseppe Rossi, ex attaccante della Fiorentina
Giuseppe Rossi, ex attaccante della Fiorentina

28

Trequartista

10

Fiorentina


  • 15 Giugno 1997
  • Islanda
  • 177 cm
  • 80 kg
  • Biografia

Albert Guðmundsson è un attaccante offensivo islandese dotato di grande tecnica individuale, rapidità e fantasia. Può giocare come seconda punta, trequartista o esterno, ed è particolarmente efficace nell’uno contro uno, nel dribbling stretto e nella conclusione da fuori area. Abbina qualità tecniche a una buona visione di gioco, risultando decisivo sia in fase realizzativa sia nell’assist.

Il suo palmarès non è ricchissimo di trofei di squadra, ma la sua carriera è segnata da una crescita costante culminata con l’affermazione in Serie A, dove si è messo in luce come uno dei giocatori più determinanti del Genoa, diventando un punto fermo anche della nazionale islandese. A livello individuale è stato spesso tra i migliori marcatori e uomini chiave delle squadre in cui ha militato.

Tra le curiosità, Guðmundsson proviene da una vera dinastia calcistica: suo bisnonno, che portava lo stesso nome, giocò anche nel Milan negli anni ’40, mentre diversi membri della sua famiglia hanno vestito la maglia della nazionale islandese. Un dettaglio che rende la sua carriera ancora più affascinante.

Intervenuto ai microfoni del Corriere dello Sport, Giuseppe Rossi ha parlato dell’assenza dell’Italia ai Mondiali svelando, poi, un retroscena di mercato.

Giuseppe Rossi: “Serve qualcuno che voglia bene al calcio”

“Italia fuori dal Mondiale? Ora ci vuole qualcuno che voglia bene al calcio” ha riferito Giuseppe Rossi. “Senza l’espulsione con la Bosnia si vinceva, si andava al Mondiale e non ci sarebbe stata nessuna discussione. Nel 2006, arrivò la proposta di giocare per la nazionale statunitense, ma sono felice di aver scelto l’Italia. Era il mio sogno e l’avevo promesso a mio padre”.

Il retroscena di mercato

“Se sono stato vicino top club come Barcellona, Bayern Monaco e Juventus? È vero. Era il 2012 e avevo già il contratto fatto. C’era anche il Napoli, avevo avuto una bella discussione con De Laurentiis. Il 4-2 alla Juve con la maglia della Fiorentina? Una delle più grandi soddisfazione della mia carriera. Un mio erede a Firenze? Probabilmente Gudmundsson: se diventa più cattivo e si prende più responsabilità può diventare un idolo per i tifosi”.

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