La sfuriata che ha visto protagonista Massimiliano Allegri al termine della sfida tra Napoli e Roma continua a far discutere profondamente l’ambiente calcistico italiano. A fare chiarezza sui reali motivi che hanno scatenato l’ira del tecnico livornese ci ha pensato il giornalista Franco Ordine attraverso un’analisi approfondita pubblicata sulle colonne de Il Giornale.
Secondo quanto ricostruito dagli spogliatoi, la rabbia dell’allenatore non accenna a placarsi a distanza di ventiquattro ore dal triplice fischio. La miccia che ha fatto definitivamente traboccare il vaso sarebbe scaturita da un battibecco avvenuto nel tunnel con il direttore di gara, l’arbitro Colombo. Di fronte alla richiesta di spiegazioni plausibili in merito al provvedimento del cartellino rosso ricevuto in campo, la replica del fischietto — “vedrai quello che scrivo” — è stata percepita da Allegri e dal suo staff come una sorta di intimidazione, facendo esplodere la contestazione.
Il riferimento velenoso alla Champions e la replica della Roma
Proprio nel bel mezzo di quella sfuriata verbale registrata nel post-partita, sarebbe volata la frase destinata a incendiare i rapporti istituzionali: “l’anno scorso gli hanno messo la Champions in tasca“. Un’affermazione tagliente che, sebbene priva di espliciti riferimenti diretti, viene letta da più parti come un chiaro e polemico richiamo all’epilogo discusso della sfida Parma-Roma andata in scena nel corso della passata stagione. Un’uscita che ha provocato l’immediata reazione della società giallorossa, sfociata in un comunicato ufficiale durissimo e risentito.
Il dente avvelenato con Gasperini e il ricordo di Giovanni Galeone
A completare il quadro dei nervi scoperti di Allegri c’ha pensato anche il botta e risposta a distanza con Gian Piero Gasperini. La battuta ironica del tecnico — “Max nervoso? Non l’ho mica buttato fuori io!“ — non è stata affatto gradita dall’allenatore toscano, che covava già antichi attriti personali.
Nel passato recente tra i due tecnici pende infatti un conto non saldato legato alla celebrazione in memoria di Giovanni Galeone: in quell’occasione Allegri, pur fortemente provato e reduce dalla delusione per la mancata qualificazione in Champions League, scelse di presenziare all’evento per rendere omaggio al maestro comune, non perdonando a Gasperini la clamorosa e inspiegabile assenza. Adesso la parola definitiva passerà al Giudice Sportivo, con il contenuto del referto arbitrale che determinerà l’esatta entità della squalifica.
