Simone Inzaghi osserva da lontano la Serie A e si gode il momento di Lazio e Inter, appaiate in vetta alla classifica. L’attuale allenatore dell’Al-Hilal, intervistato da Il Messaggero, è tornato a parlare della sua esperienza in biancoceleste, tra ricordi indimenticabili, rimpianti e un legame che nemmeno gli anni trascorsi sulla panchina nerazzurra sono riusciti a spezzare.
Inzaghi ritrova la sua Lazio: «Assomiglia molto alla mia»
L’ex tecnico biancoceleste ha riconosciuto nella squadra attuale alcuni tratti distintivi del gruppo che aveva guidato nella stagione 2019-2020, quando la Lazio era arrivata a sognare concretamente lo scudetto.
“Devo dire che questa squadra assomiglia molto alla mia, ha caratteristiche tecniche e morali simili. Conta il gruppo, isolato dal resto del mondo“, ha spiegato Inzaghi, soffermandosi sull’importanza dell’unione tra i giocatori.
L’allenatore ha ricordato anche la vittoria per 2-0 contro il Bologna, un risultato fondamentale nella corsa al primo posto. All’Olimpico, in quella giornata, si respirava un entusiasmo straordinario, con i tifosi convinti di poter vivere una stagione storica.
Oggi, a distanza di anni, Inzaghi ritrova qualcosa di quell’atmosfera nella Lazio attuale e non nasconde la propria soddisfazione per i risultati della squadra.
Il rimpianto per lo scudetto sfumato nel 2020
Il ricordo della stagione 2019-2020 porta inevitabilmente anche a una ferita mai del tutto rimarginata. La Lazio era in piena corsa per il titolo, ma la pandemia, la lunga interruzione del campionato e le difficoltà della ripresa cambiarono il destino di quella stagione.
“Non arrivò lo scudetto ma mi è rimasta la consapevolezza di aver costruito una Lazio fantastica, che mi ha regalato emozioni forse irripetibili“, ha raccontato l’allenatore.
Poi, la confessione più amara: “Ho un rimpianto nel cuore che mi porterò dietro per tutta la vita: come sarebbe finita senza quella catastrofe di nome Covid?“.
Una domanda destinata a rimanere senza risposta, ma che testimonia quanto Inzaghi credesse nelle possibilità della sua squadra. Quel gruppo aveva trovato equilibrio, entusiasmo e continuità, arrivando a contendere il titolo alle principali rivali.
L’elogio a Gattuso e alla Lazio prima in classifica
Inzaghi ha riservato parole importanti anche al lavoro di Gennaro Gattuso, sottolineando la capacità del tecnico di inserirsi nell’ambiente e di valorizzare il gruppo.
“Vedere oggi la Lazio prima in classifica mi rende felice. La squadra vola, Gattuso, che è un grande allenatore, si è inserito molto bene“, ha dichiarato.
L’ex allenatore biancoceleste ha individuato alcune analogie con la sua Lazio: “Noi eravamo una famiglia”, ha ricordato, convinto che lo spirito collettivo possa continuare a fare la differenza.
Nessuna previsione definitiva sul finale di campionato, però. Il consiglio di Inzaghi è quello di procedere senza lasciarsi condizionare dai risultati delle concorrenti, concentrandosi su una partita alla volta.
Il legame con la Lazio: «Non potrà mai uscire dal mio cuore»
Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda proprio il rapporto tra Inzaghi e il club biancoceleste. Prima di allenare l’Inter e di intraprendere l’esperienza in Arabia Saudita, il tecnico ha trascorso alla Lazio ben ventidue anni, vivendo da protagonista sia la carriera da calciatore sia quella da allenatore.
“Seguo sempre la Lazio come grande amore della mia vita calcistica“, ha confessato, ribadendo la propria riconoscenza nei confronti della società.
E alla fine arriva la dichiarazione che chiarisce tutto: “Sono stato alla Lazio per ventidue anni, una cavalcata meravigliosa durante la quale sono stato giocatore e allenatore: non potrà mai uscire dal mio cuore“.
Un messaggio inequivocabile. Oggi Lazio e Inter condividono la vetta della classifica, ma il legame costruito da Inzaghi con i biancocelesti resta una parte fondamentale della sua storia personale e professionale.
