Poco fa la Curva Nord ha annunciato il prosieguo della protesta contro il patron Claudio Lotito comunicando di non volersi abbonare la prossima stagione e di continuare a disertare lo stadio nelle gare casalinghe della squadra. Dunque, la Lazio non potrà contare sugli introiti derivanti dagli abbonamenti che si aggirano intorno ai 7,5 mln di euro. Unita anche ai problemi di bilancio, al costo del lavoro allargato che costringerà il club a vendere prima di acquistare (mercato a saldo zero) e alla mancanza dei proventi derivanti dalle coppe europee, si preannuncia una stagione complicata per la squadra del neo allenatore Gattuso. Dunque, la domanda che in molti si chiedono è: la Lazio rischia davvero di retrocedere?
Perché i tifosi della Lazio contestano Lotito?
Dire che i laziali ce l’hanno con Lotito soltanto per il nono posto dell’ultima stagione sarebbe riduttivo. La contestazione parte da lontano, da quando appena insidiato il patron biancoceleste, allontanò tutti i beniamini dal mondo Lazio (partendo da D’Amico, passando per Peruzzi e Nesta). Ecco i motivi principali:
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“Non vendo sogni ma solide realtà”, frase spesso pronunciata da Lotito per sottolineare che la Lazio è un’azienda pura che deve campare solo di autofinanziamento (zero debiti finanziari, ma anche zero investimenti di tasca propria). Per i tifosi, questo approccio è un freno tirato che impedisce al club di ambire a traguardi più importanti.
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“La Lazio è mia”, ha ribadito Lotito in una recente chiamata con un tifoso, evidenziando tutta la comunicazione cinica e paternalistica del presidente (“ma tu ci metti i soldi?”) fa sentire la piazza trattata come semplice clientela di un servizio privato, calpestando l’orgoglio e l’identità storica della tifoseria (“ho speso 550 mln per salvare quella ca***di storia”).
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L’ennesimo anno zero: dopo gli addii di Immobile, Felipe Anderson, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, il club non è riuscito a sostituirli con giocatori all’altezza. Inoltre, molti di questi, tra cui Immobile, è andato via nel silenzio totale, senza nessuna cerimonia organizzata da parte del club.
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Immobilismo infrastrutturale: Il ritardo cronico sulla questione dello stadio di proprietà (il tormentone Flaminio), percepito come l’ennesima dimostrazione di mancanza di una reale visione futuristica per il club. Per non parlare dell’Academy “Bob Lovati”, presentata nel 2014 e mai effettivamente inaugurata, con le giovanili biancoceleste che da anni sono cadute nell’oblio.
Cosa chiedono i tifosi della Lazio?
Le richieste dei sostenitori biancocelesti è ben spiegata, oltre che nel comunicato della Curva Nord di stamattina, anche in una petizione online lanciata dai giornalisti Alberto Ciapparoni e Federico Marconi a cui hanno aderito diversi personaggi pubblici come Riccardo Cucchi, Alessandro Di Battista, Guido De Angelis, Andrea Stroppa, Mauro Mazza, Gabriele Pulici e anche Fabrizio Alfano capo ufficio stampa della premier Giorgia Meloni. Nella lettera viene richiesto che Lotito venga incontro alle esigenze della piazza per creare una rosa competitiva o di cedere la società a un imprenditore che possa farla tornare ai fasti di un tempo.
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La notizia dell’offerta da 550 mln
A fomentare ancor di più la contestazione dei tifosi contro Lotito c’è stata la notizia lanciata dal giornalista Luigi Bisignani (ex uomo di fiducia di Silvio Berlusconi) sul Tempo che ha rivelato di un’offerta da 550 mln rifiutata dal patron capitolino dall’intermediario J.P. Morgan per conto di un imprenditore che pare fosse Rocco Commisso (prima di acquistare la Fiorentina). Nonostante la smentita ufficiale del club, i tifosi sono convinti che se Lotito mettesse in vendita la società, ci sarebbe diversi imprenditori disposti ad acquistarla.
La Lazio rischia la retrocessione in Serie B nella prossima stagione?
Nonostante il ridimensionamento economico sia evidente e innegabile, ipotizzare la Lazio in lotta per la salvezza nella prossima stagione è improbabile. Il vero rischio è che la Lazio diventi una squadra da metà classifica, lontana dalle ambizioni europee. Tuttavia, l’ipotesi retrocessione è da scartare per questi 3 motivi:
1. Il valore residuo della rosa
Anche in caso di cessione di uno o due pezzi pregiati per fare cassa (Romagnoli ha già le valigie in mano e potrebbero partire anche Provedel e Gila), l’ossatura della squadra e il valore complessivo del parco giocatori della Lazio rimangono nettamente superiori alla griglia delle ultime 5-6 squadre che storicamente lottano per non retrocedere. Per scivolare nella zona caldissima serve una rosa tecnicamente impoverita a livelli radicali, scenario difficile da immaginare.
2. La stabilità societaria
Le squadre che lottano per la Serie B sono quasi sempre afflitte da crisi societarie profonde, passaggi di proprietà turbolenti o penalizzazioni punti dovute a inadempienze amministrative. La gestione economica della Lazio, per quanto aspramente criticata sul piano delle ambizioni sportive, garantisce una continuità aziendale che mette il club al riparo da crisi finanziarie distruttive.
3. La soglia salvezza in Serie A
Nelle ultime stagioni, la quota salvezza in Serie A si è stabilizzata attorno ai 35-37 punti. Una soglia che squadre con il fatturato e la caratura tecnica della Lazio, anche nelle loro annate peggiori della gestione moderna, hanno sempre superato agevolmente a metà campionato.
Tuttavia, l’ultima stagione della Fiorentina deve servire da monito per comprendere come anche squadre attrezzate per le zone alte della classifica, possano scivolare nel pantano della zona retrocessione. La situazione ambientale potrebbe rappresentare un handicap importante per la squadra di Gattuso.











