Ranieri si svela nel nuovo ruolo: “Scuole calcio troppo care, ridiamo il sogno azzurro ai bambini”

Dalla denuncia sui costi del calcio giovanile all'appello per il talento italiano: le prime, appassionate parole di Claudio Ranieri da direttore tecnico e presidente del Club Italia

Claudio Ranieri
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23

Trequartista

35

Genoa


  • 23 Marzo 2003
  • Italia
  • 176 cm
  • 63 kg
  • Biografia

Tommaso Baldanzi è un trequartista italiano di grande talento, dotato di tecnica sopraffina e rapidità di pensiero. Mancino naturale, si distingue per il controllo di palla nello stretto, la capacità di saltare l’uomo e la visione di gioco, qualità che gli permettono di creare superiorità numerica e occasioni da gol. Nonostante la statura contenuta, compensa con agilità, equilibrio e personalità, risultando pericoloso anche al tiro dalla media distanza e negli inserimenti tra le linee. È un giocatore creativo, capace di accendere la manovra offensiva con giocate improvvise.

Nel corso della sua giovane carriera non ha ancora accumulato un palmarès ricco di trofei, ma si è messo in luce con l’Empoli in Serie A, diventando uno dei prospetti più interessanti del calcio italiano e attirando l’attenzione di club di alto livello. Ha inoltre rappresentato l’Italia nelle selezioni giovanili, confermandosi come uno dei talenti più promettenti della sua generazione.

Tra le curiosità, Baldanzi è cresciuto interamente nel vivaio dell’Empoli ed è noto per la maturità dimostrata in campo fin da giovanissimo, qualità rara per un giocatore con il suo profilo tecnico.

Le parole di Claudio Ranieri suonano come un manifesto d’amore per il calcio e per la maglia azzurra. Nel giorno della sua presentazione ufficiale come Direttore Tecnico e Presidente del Club Italia, l’esperto allenatore non ha nascosto l’emozione per un incarico che rappresenta il punto più alto del suo lungo percorso professionale. Accettare una responsabilità così rilevante è un atto di coraggio e senso del dovere, un compito arduo che Ranieri ha abbracciato senza alcuna esitazione. Il suo obiettivo primario va oltre i risultati sul campo: si tratta di fare innamorare di nuovo i tifosi italiani della propria Nazionale e di permettere alle giovani generazioni di vedere l’Italia protagonista ai Mondiali.

Il pensiero del tecnico corre subito ai più piccoli, prendendo come simbolo suo nipote e tutti i bambini che sognano di vestire la maglia azzurra. Il legame tra la gente e la Nazionale ha bisogno di essere rinsaldato con passione e lavoro quotidiano, partendo da basi solide e da un’analisi profonda dello stato di salute del movimento calcistico del nostro Paese.

La denuncia sui costi del calcio giovanile

Uno dei passaggi più forti e incisivi dell’intervento di Ranieri riguarda l’accessibilità allo sport per le famiglie. Ricordando un aneddoto risalente ai primi di giugno a Cagliari, dove un addetto ai lavori gli ha segnalato come le scuole calcio siano diventate un costo quasi insostenibile, il neo Presidente del Club Italia ha promesso un impegno diretto per fare chiarezza. L’obiettivo dichiarato è quello di indagare fino in fondo sulle dinamiche che regolano i costi del settore giovanile e trovare soluzioni concrete per riportare i bambini ad allenarsi senza che questo rappresenti un sacrificio economico eccessivo per i genitori.

Abbassare i prezzi e riaprire le porte del pallone a tutti è considerata una priorità assoluta per evitare di disperdere talenti ancora prima che possano esprimersi. Se l’accesso al calcio diventa un privilegio di pochi, l’intero sistema nazionale rischia di impoverirsi irrimediabilmente.

Il salto di qualità mancato e il ritorno alla tecnica

Analizzando lo stato delle rappresentative giovanili, Ranieri ha riconosciuto l’ottimo lavoro svolto finora dagli staff federali, evidenziando tuttavia come l’ultimo passaggio verso la prima squadra rappresenti lo scoglio più difficile da superare. L’Italia soffre di una rosa ridotta di giocatori tra cui scegliere, un limite che richiede una riflessione profonda sia sulle scelte dei club che sulla metodologia d’insegnamento.

Secondo il Direttore Tecnico, il calcio italiano si è incanalato in una deriva eccessivamente tattica. Sebbene l’organizzazione tattica sia da sempre un punto di forza della nostra scuola, l’esasperazione dei concetti di posizionamento ha finito per soffocare lo sviluppo della tecnica individuale. Ranieri sottolinea come i giovani allenatori abbiano smesso di insegnare la gestione del pallone, la capacità di puntare l’avversario e il coraggio del dribbling, doti in cui l’Italia appare oggi indietro rispetto ad altre realtà internazionali.

Dare spazio al talento e libertà ai ragazzi

Per ribaltare questa tendenza, la ricetta di Claudio Ranieri si fonda sul lavoro specifico nella fascia d’età compresa tra i 10 e i 14 anni, considerata il periodo cruciale per la crescita tecnica e caratteriale di un giovane atleta. I ragazzi vanno lasciati liberi di esprimersi sul terreno di gioco senza troppi vincoli rigidi, per poi essere inquadrati tatticamente soltanto in un secondo momento.

Infine, il neo presidente ha espresso l’auspicio che il commissario tecnico Roberto Mancini possa disporre di un bacino sempre più ampio di giocatori impiegati con continuità nei propri club. Profili come Baldanzi e Venturino rappresentano il futuro, ma affinché possano affermarsi in azzurro occorre che tutte le componenti del sistema calcio permettano ai giovani italiani di scendere in campo da titolari nelle competizioni nazionali ed europee.


Marco Corsini

Marco Corsini

Redattore e analista sportivo per Chiamarsi Bomber, con una specializzazione verticale sulle realtà calcistiche del Centro e del Sud Italia. Dalle piazze storiche della Serie A ai talenti emergenti delle categorie collegate, Marco si occupa di raccontare le storie dietro i risultati e di monitorare l'evoluzione tattica e societaria delle squadre del territorio. Appassionato di statistiche, contribuisce quotidianamente alla copertura delle news di calciomercato con un focus territoriale unico e dettagliato.