Dušan Vlahović è un attaccante serbo potente e strutturato, considerato uno dei centravanti più completi della sua generazione. Mancino naturale, si distingue per la forza fisica, il senso del gol e la capacità di attaccare l’area con grande tempismo. È efficace nel gioco spalle alla porta, nel proteggere palla e nel finalizzare sia con conclusioni potenti sia di precisione, oltre a essere pericoloso nel gioco aereo e sui calci di rigore. Pur essendo una prima punta, sa partecipare alla manovra e creare spazi per i compagni.
Nel corso della sua carriera ha raggiunto la consacrazione in Serie A con la Fiorentina, prima di trasferirsi alla Juventus, con cui ha vinto una Coppa Italia, confermandosi tra i migliori marcatori del campionato italiano. A livello internazionale ha maturato esperienza nelle competizioni europee e con la nazionale serba, diventandone uno dei riferimenti offensivi principali.
Tra le curiosità, Vlahović ha segnato il suo primo gol in Champions League dopo pochissimi secondi dal debutto nella competizione, stabilendo un record di precocità. È noto anche per la grande attenzione alla preparazione fisica e per il carattere competitivo, che lo rende particolarmente determinato nei momenti decisivi delle partite.
La Juventus conquista tre punti pesantissimi sul campo del Lecce e continua la propria corsa verso la qualificazione alla prossima Champions League. Eppure, ancora una volta, il successo lascia dietro di sé più di una riflessione sulle difficoltà della squadra di Luciano Spalletti. I bianconeri hanno dominato a lungo la gara, creando occasioni e mostrando qualità soprattutto nella prima parte del match, ma senza mai riuscire a chiudere definitivamente i conti. Un copione già visto troppe volte in stagione e che costringe puntualmente la Juventus a vivere finali di partita pieni di tensione e sofferenza.
Una Juventus brillante a metà
Contro il Lecce, la squadra bianconera aveva approcciato la partita nel migliore dei modi. Intensità alta, aggressività, qualità nelle giocate offensive e la chiara volontà di riscattare il passo falso della giornata precedente contro il Verona. A trascinare la Juventus sono stati soprattutto Dusan Vlahovic e Kenan Yildiz. Per lunghi tratti del match, la Juventus ha dato la sensazione di avere il pieno controllo della partita. Tuttavia, nonostante le occasioni create, i bianconeri non sono riusciti a trasformare la superiorità in un vantaggio rassicurante. Ed è proprio qui che emerge il problema che Luciano Spalletti continua a sottolineare da settimane.
Il vero problema della Juventus
Nel post partita, il tecnico bianconero non ha nascosto la propria preoccupazione per un difetto che considera ormai strutturale nella squadra: l’incapacità di chiudere le partite. Spalletti è stato molto chiaro nell’analisi. Secondo l’allenatore, la Juventus produce gioco, crea occasioni e spesso domina gli avversari, ma non riesce ad avere la cattiveria necessaria per colpire nei momenti decisivi e mettere al sicuro il risultato.
“Questo è un problemone, non è un problemino”, ha spiegato il tecnico in mixed zone, evidenziando come tutto passi dalla capacità di concretizzare la mole di gioco prodotta. Un concetto che riassume perfettamente la stagione bianconera: tante partite controllate, ma quasi mai chiuse davvero.
La mentalità che manca
Spalletti ha insistito molto anche sul concetto di mentalità vincente. Per l’allenatore, la Juventus deve imparare a entrare in campo con l’ossessione di segnare e chiudere subito le partite, senza limitarsi a controllarle aspettando che il tempo passi. “Noi dobbiamo giocare per vincere le partite, non per sperare di vincerle”, ha spiegato il tecnico, indicando una differenza sottile ma fondamentale nell’approccio mentale.
Un limite da superare per la Champions
La vittoria contro il Lecce mantiene la Juventus pienamente in corsa per un posto nella prossima Champions League, ma il messaggio lanciato da Spalletti è chiaro: senza un cambio di mentalità sarà difficile fare il definitivo salto di qualità. Ed è proprio questo il grande limite che la Juventus dovrà superare per tornare davvero protagonista.









