MVP Marzo Serie BKT, Di Nardo: “Col Pescara vogliamo l’impresa. Insigne un leader vero, io ho un sogno preciso. E che ricordi Cassano in partitella…”

È Antonio Di Nardo del Pescara l'MVP della Serie BKT per il mese di marzo. Il premio è ideato e promosso dal Title Sponsor del campionato BKT Tires in collaborazione con la Lega B

Antonio Di Nardo, MVP di Marzo di Serie BKT

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Un mese di Marzo all’arrembaggio per il Pescara, che da fanalino di coda della Serie BKT si è ritrovato nuovamente a lottare per mantenere la categoria grazie ad una serie di partite importanti giocate con il coltello tra i denti: tre vittorie, due pareggi ed una sola sconfitta arrivata in trasferta ad Empoli, ma caratterizzata da un’espulsione nella prima parte di gara che ne ha influenzato fortemente l’andamento. Ben 13 le reti segnate dagli abruzzesi in queste 5 gare, 6 delle quali portano la firma di un attaccante letteralmente esploso in questa stagione, Antonio Di Nardo.

Tre doppiette per il classe ’98, gol pesanti che hanno permesso alla squadra di Gorgone di risalire la china e rientrare in gioco dopo un inverno decisamente difficile. Prestazioni, quelle del centravanti nato a Napoli, che a livello personale gli sono valse il premio di MVP della Serie BKT per il mese di Marzo, il primo della sua carriera.

Il trofeo, ideato e promosso dal Title Sponsor del campionato BKT in collaborazione con la Lega B, viene assegnato da una giuria di esperti giornalisti di cui il team di Chiamarsi Bomber ha il piacere di far parte.

Di Nardo ha risposto ad alcune domande di Chiamarsi Bomber.

Sei reti frutto di tre doppiette, e per il Pescara tre vittorie, due pareggi e una sola sconfitta condizionata però dall’uomo in meno: Marzo è stato il mese della riscossa sia per te che per la squadra, inutile che ti chieda qual è il vostro obiettivo…

Sicuramente l’obiettivo è riuscire a mantenere la categoria, vogliamo riuscire in questa impresa che credo nessuno abbia fatto con una media punti come la nostra nel girone di andata. Vogliamo riuscire in questa impresa.

E a livello personale? Sei a 14 reti, dove vuoi arrivare?

Voglio fare più gol possibili per aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo. Di sicuro superare i 15 gol in un campionato come la Serie BKT resta un mio target personale. Un obiettivo che mi ero già prefissato ad inizio anno, quando ho messo l’asticella alla doppia cifra di reti.

A metà febbraio vi davano tutti per spacciati, poi avete cambiato marcia: cos’è scattato? C’è stato un cambiamento più a livello tecnico/tattico o mentale? Quanto è competitivo il campionato di Serie BKT?

Credo che sia scattato qualcosa a livello mentale, doveva scattare qualcosa. Ci siamo guardati dentro, non potevamo avere quell’andamento. È stato fatto uno switch importante, aiutato anche dagli innesti che sono arrivati a gennaio che ci hanno dato una grossa mano, Insigne, Brugman ed Acampora su tutti. La Serie BKT è un campionato difficile, anche perché dopo la finestra di mercato di gennaio diciamo che inizia tutto un altro campionato. È molto competitivo ed equilibrato, ogni partita ha una storia a sé e anche le partite sulla carta semplici diventano difficili, anche l’ultima in classifica può battere la prima.

Il vero cambio di passo è coinciso con l’inserimento in pianta stabile di Insigne in squadra: è una coincidenza? Quanto è importante per voi?

A livello umano lui è eccezionale, ed è lì che si vedono le doti di un campione. A livello umano nello spogliatoio è una persona straordinaria, si vede tutta la sua umiltà nonostante lui abbia veramente calcato campi che io sogno di calcare. Al di là del calciatore, che non scopro di certo io, a livello di spogliatoio è un leader vero, un trascinatore che sa dire la parola giusta al momento giusto, riesce a dare sempre l’esempio. È una pedina fondamentale che ci sta dando una grossa mano, ci ha portato tanto entusiasmo. Sono contento di averlo tifato per tanti anni quando indossava la maglia della squadra della mia città. 

Da quell’esordio in Serie BKT giovanissimo a Latina la tua carriera ha intrapreso una pericolosa discesa fino al punto più basso ad Arezzo, come hai raccontato in una recente intervista. Poi la risalita, e ora sei tra i migliori bomber del campionato: sei l’esempio vivente del termine “resilienza”, cosa ti ha spinto a non mollare? 5/6 anni fa ti saresti mai aspettato tutto questo?

La cosa che mi ha spinto a non mollare sono i tanti “no” ricevuti, tante squadre non mi volevano, tanti direttori dicevano che non ero all’altezza, tanti allenatori non mi facevano giocare… Poi c’è stata la mano di mio fratello Gianni, che devo assolutamente ringraziare. Lui mi ha aiutato a non mollare quando avevo deciso di smettere, lì abbiamo fatto un bel lavoro a livello mentale, c’è stato uno switch che mi ha portato ad una maturità diversa. Se mi sarei aspettato tutto questo? Dico di sì, perché già in quell’anno ad Arezzo in cui poi finii fuori rosa io avevo già questo focus davanti agli occhi, sapevo che avrei raggiunto questo obiettivo. A me l’aspetto mentale ha cambiato tutto, anche quando ero in Serie D a Sona io già visualizzavo tutto questo, mi allenavo per essere pronto per questa categoria, stessa cosa l’anno scorso in C: questa estate ho voluto aspettare fino all’ultimo un’occasione in Serie BKT, perché sapevo che avrei potuto giocarmi delle chance in questo campionato, ho aspettato fino al 16 agosto, e alla fine sembra che ho avuto ragione…

Dove ti vedi tra altri 5 anni?

Tra cinque anni mi vedo nel pieno della mia forma fisica e nel pieno della mia maturità mentale. A livello nutrizionale e di allenamento voglio avere sempre tutto sotto controllo, anche delle piccole cose perché so che sono fondamentali per allungare quella carriera che forse è sbocciata un po’ in ritardo. Se dovessi pensare ad un luogo io ho sempre il sogno di vestire la maglia del Napoli e della Nazionale, che è il sogno di ogni bambino che gioca a calcio. Se sarò bravo poi il tempo darà le giuste risposte.

Un bomber come te farebbe comodo anche alla Nazionale: ci hai mai pensato?

Il sogno c’è sempre, poi ovviamente è quasi impossibile essere convocati in Nazionale dalla Serie BKT. Io sto lavorando duramente per raggiungere altri palcoscenici. Ogni giorno mi alzo per poter raggiungere obiettivi ancora più grandi, quindi mai dire mai.

C’è un attaccante giovane in Serie BKT cu cui punteresti ad occhi chiusi?

Ce ne sono tanti. I fratelli Shpendi ad esempio, nonostante siano molto giovani, sono già un paio d’anni che stanno facendo molto bene. Ci sono tanti attaccanti forti, lo stesso Artistico, Adorante. Anche quando ci gioco contro mi accorgo che sono molto bravi.

Ai tempi della Sampdoria Primavera hai avuto modo di allenarti con Cassano, Quagliarella e Muriel? Hai qualche ricordo di loro?

Io ero in Primavera e ho fatto pochi allenamenti con la prima squadra perché poi dopo sei mesi sono andato via, però mi ricordo le classiche partitelle Primavera contro prima squadra. Cassano era un fenomeno, faceva cose incredibili. Dice sempre ‘se avessi avuto la testa’, e pensare che senza testa è arrivato al Real Madrid… Lui voleva sempre la palla, quando non gliela passavi impazziva, un giocatore veramente con delle qualità fuori dal comune. 

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