Italia ripescata al Mondiale, l’uomo di Trump non molla e continua la battaglia (solo sua)

Paolo Zampolli, sostenuto da Donald Trump, insiste sull'idea improbabile di sostituire l'Iran con l'Italia ai Mondiali in Qatar

Trump e Infantino

Paolo Zampolli, continua nella sua quasi personale battaglia affinché l’Italia venga ripescata e ottenga un posticino negli ormai imminenti Mondiali estivi in programma tra Usa, Canada e Messico. L’uomo di Trump continua a insistere sul sogno irrealistico di una Nazionale alla Coppa del Mondo al posto dell’Iran, è ancora convinto che la partita non sia chiusa, e ci tiene a ribadirlo dalle pagine della Gazzetta dello Sport, certo della sua influenza nelle alte sfere statunitensi. E mentre la passione calcistica italiana fatica a credere a tali prospettive, e probabilmente non vorrebbe nemmeno esser ripescata, Zampolli non sembra intenzionato a mollare la presa.

Un’idea improbabile

Con il supporto del presidente Donald Trump e una chiacchierata con Gianni Infantino, Zampolli sogna un rimpiazzo della squadra iraniana. La sua teoria si basa su un presunto vuoto normativo nel regolamento FIFA riguardante la sostituzione di una squadra che non dovesse partecipare al torneo. Ecco che l’Italia, da quattro volte campione del mondo, si troverebbe a spuntare tra le escluse più alte nel ranking. Un discorso che suona come aria fritta, nonostante gli sforzi profusi per dare concretezza all’idea.

Il paradosso del tifo italiano

Non manca una provocazione alla base del suo ragionamento quando gli viene ribadito che la maggioranza degli italiani non vuole andare al Mondiale a queste condizioni: “Posso capirlo, ma come crede reagirebbero gli italiani se la Nazionale giocasse il Mondiale? Tiferebbero come solo noi sappiamo fare o non guarderebbero le gare perché non ci siamo qualificati sul campo?“. Una domanda un po’ retorica, con la stragrande maggioranza dei tifosi italiani, con il Ministro Abodi in testa, che avrebbero preferito vedere una qualificazione conquistata sul campo.

Zampolli e il suo Trump-Kennedy Center

Contrario alla linea di pensiero di molti, tra cui come detto il ministro dello Sport Abodi, Zampolli non si arrende, e conferma la sua influenza sulle alte sfere: “L’anno scorso l’ho già convinto (Infantino ndr) ad effettuare il sorteggio del Mondiale al Trump-Kennedy Center“. Insomma, lui ci crede ancora, come un attaccante che non vede l’ora di segnare al novantesimo. Nonostante le probabilità siano minime e l’idea impraticabile, il sogno di una rimonta mondiale resta acceso in Paolo Zampolli.

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