Mattia Zaccagni è un esterno offensivo tecnico e creativo, apprezzato per il suo dribbling rapido, l’ottimo controllo di palla e la capacità di rientrare sul destro per creare superiorità numerica o andare al tiro. È un giocatore molto dinamico, abile nel muoversi tra le linee e nel servire assist, oltre a garantire sacrificio in fase difensiva.
A livello individuale ha raggiunto traguardi importanti, come la convocazione stabile in Nazionale italiana, con cui ha preso parte a competizioni internazionali di primo piano.
Curiosità: è diventato celebre per il gol decisivo contro la Croazia a EURO 2024, segnato nei minuti di recupero e valso la qualificazione dell’Italia. È inoltre molto legato alla sua città natale, Cesena, e al percorso di crescita fatto tra Serie B e Serie A prima dell’esplosione definitiva.
Il post gara del Derby della Capitale si trasforma in un vero e proprio terremoto mediatico per la Lazio. La sconfitta sul campo contro la Roma è passata quasi in secondo piano di fronte alle durissime dichiarazioni rilasciate da Maurizio Sarri in conferenza stampa. Il tecnico toscano non si è nascosto e ha lanciato pesanti frecciate alla dirigenza biancoceleste, aprendo di fatto a un clamoroso addio a fine stagione, proprio mentre si infittiscono le voci che lo accostano alle panchine di Atalanta e Napoli.
La decisione a giugno
“Quest’anno non mi è piaciuto, non sono mai stato ascoltato e non sono felice“, ha esordito un amareggiato Sarri davanti ai giornalisti. Il tecnico ha svelato la totale assenza di comunicazione con i vertici del club in ottica futura, rimandando ogni decisione al confronto finale: “Avevo detto che avremmo deciso a giugno. Facciamo l’ultima partita e vediamo cosa mi dice la società, per ora nessuno mi ha detto nulla“.
Il paragone con De Laurentiis e l’attacco a Lotito
Il momento di massima tensione in conferenza è arrivato quando a Sarri è stato chiesto un parallelismo tra la gestione di Claudio Lotito e quella vissuta in passato con Aurelio De Laurentiis all’ombra del Vesuvio. La risposta del mister è stata un siluro alla rosa attuale della Lazio: “Quella del Napoli era una squadra di livello assoluto, almeno qualitativamente. Era un gruppo arrivato a una media di 88 punti stagionali, lì c’erano basi decisamente più solide“.
Sarri ha poi voluto fare una netta distinzione tra l’amore per la piazza e il rapporto professionale con la dirigenza, tracciando la linea per una probabile separazione estiva: “Bisogna separare l’ambiente dalla società: a livello di ambiente, rimarrei a vita. A livello societario invece… se i piani non collimano è meglio separarsi. E onestamente, di piani io finora non ne ho sentiti“.
Il caso Zaccagni e l’analisi del Derby
Oltre alle spine legate al futuro e al calciomercato, Sarri ha dovuto fare i conti con l’emergenza infortuni che ha condizionato le sue scelte per il Derby, a partire dall’esclusione totale di Mattia Zaccagni, rimasto addirittura fuori dalla panchina: “Oggi era impossibile averlo. Zaccagni faceva persino fatica a camminare, figuriamoci a calciare. Nei primi giorni dopo un infortunio non si può rischiare“.
Infine, un commento amaro sulla dinamica del match perso contro i giallorossi, che lascia la Lazio con l’amaro in bocca per come è maturato lo svantaggio: “Abbiamo giocato 60 minuti di buon livello, poi ci siamo trovati sotto solo per colpe nostre. L’azione del loro calcio d’angolo decisivo è nata clamorosamente da una situazione di gioco che era a nostro favore“.








