Ecco le parole vietate nella Masia, l’accademia Barcellona che ospitò Messi e Iniesta

Parole vietate nella masia

Molte delle Academy nate oggi anche in Italia, si ispirano alla Masia del Barcellona. Per chi non la conoscesse, è la residenza situata vicino al Camp Nou dove mangiano, dormono e vengono educati i giovani della cantera blaugrana prima del salto in prima squadra. In passato sono stati ospiti della Masia nomi del calibro di Messi, Iniesta, Xavi, Pique, Puyol e tanti altri. Definita dall’Equipe come “la fabbrica dei campioni catalani”, nella Masia non si forma soltanto il calciatore ma anche l’uomo, educandolo fin da subito alla cultura del tiki-taka.

LEGGI ANCHE – Reza Parastesh fa sesso con 23 donne fingendosi Leo Messi

LE PAROLE VIETATE NELLA MASIA

“Més que un club” recita il motto del Barcellona. Ed è vero perché blaugrana lo si è nei piedi tanto quanto nella testa. Per questo motivo ci sono una serie di parole vietate nella Masia. Ecco l’elenco:

  • RUBARE IL PALLONE: rubare è un termine inesatto perché significa che ci vogliamo appropriare di qualcosa che non ci appartiene. Il termine più appropriato è recuperare, perché la palla è il nostro bene più prezioso e quando ci viene sottratto dobbiamo riprendercelo.
  • NEMICO: implica una battaglia o una lotta. Piuttosto si parla di concorrenti, perché si può essere rivali in campo ma amici fuori.
  • EGO: individualismo ed egoismo sono banditi, perché il Barcellona è una squadra e il talento va messo al servizio del collettivo.
  • CONFORMISMO: se si vuole giocare nel Barcellona bisogna puntare ad una prestazione almeno da 9. L’ambizione massima è l’unica che fa vincere le partite.
  • PENSARE AL CONTRARIO: il modello di gioco non va adattato o modificato in base all’avversario.
  • GIOCO REATTIVO: il Barcellona è creativo per antonomasia. Bisogna sapere come muoversi in campo e con la palla.
  • VERTICALITÀ: La filosofia del Barcellona prevede una circolazione dall’esterno all’interno, dalle retrovie a davanti: allargarsi e poi stringere il gioco. La priorità assoluta resta comunque la vicinanza tra le linee: più vicini si è, più è facile tenere e recuperare il pallone.
  • SOFFERENZA: la palla va recuperata quanto prima per divertirsi.
  • DISORDINE: l’organizzazione dà significato al modo di guardare il calcio: per raggiungere questo ordine sul campo viene stabilita la superiorità numerica in diverse zone del campo. 
  • NOIA: solo divertendosi col pallone si raggiunge l’eccellenza.

LEGGI ANCHE – Mourinho il rifiuto al Newcastle è patologico: “Ho bisogno di vincere”


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.