Il burrascoso trasferimento di Marco Palestra al Chelsea continua ad arricchirsi di retroscena che scuotono l’ambiente del calciomercato italiano. La trattativa, che ha visto l’Inter incassare una delle beffe più dolorose e rumorose delle ultime sessioni di mercato, ha vissuto momenti di altissima tensione. Quando i nerazzurri consideravano il colpo ormai virtualmente sicuro, il blitz dei Blues ha cambiato le carte in tavola, portando alla luce un dettaglio sulle ultime ore del calciatore a Bergamo.
La frase di Palestra che ha spianato la strada al Chelsea
L’Inter considerava l’affare ormai definito in ogni dettaglio, forte di una trattativa strutturata da settimane con l’Atalanta per blindare il talento azzurro, l’ultima stagione in prestito a Cagliari. L’inserimento improvviso ed economicamente devastante del Chelsea – che ha messo sul piatto una cifra complessiva superiore ai 60 milioni di euro – ha però spinto il club bergamasco a congelare i presunti documenti già pronti per Milano.
In quel preciso istante di stallo, con l’Inter ferma sui propri accordi e gli inglesi pronti a far saltare il banco, la palla è passata inevitabilmente al classe 2005. Contrariamente a quanto filtrato in un primo momento, il giovane esterno azzurro non ha forzato la mano per mantenere la parola data ai nerazzurri. Interpellato dai vertici societari in merito alle proprie preferenze, Palestra ha pronunciato una frase tanto diplomatica quanto spiazzante: “Io sono pronto per entrambe le destinazioni, sia l’Inter che il Chelsea sono due grandissimi club. Scegliete voi la soluzione migliore“.
Il peso economico della non-scelta
Una totale delega che, di fatto, ha spalancato le porte alla ricchissima offerta della Premier League. Con il giocatore aperto e accondiscendente verso il trasferimento a Londra e senza alcuna preferenza per i nerazzurri, l’Atalanta ha potuto legittimamente accettare la proposta britannica, decisamente più remunerativa per le casse del club orobico. Anche perché, sottolinea sempre il CorSera “è evidente che l’Atalanta con un’offerta già ufficializzata via pec e una, inferiore, solo annunciata a voce abbia puntato sulla proposta economicamente più allettante“.
Questo retroscena cancella l’idea di un club bergamasco che ha agito alle spalle del ragazzo, accendendo invece i riflettori sulla freddezza del giocatore di fronte alla grandissima opportunità economica. La vicenda lascia ora l’Inter con un pugno di mosche in mano e nell’assoluta necessità di dover correre ai ripari virando sui piani alternativi per la corsia laterale, mentre a Bergamo si incassa e si registra l’ennesima cessione record.








