Sandro Tonali è un centrocampista italiano completo, noto per l’intelligenza tattica, la qualità tecnica e la grande personalità in mezzo al campo. Agisce prevalentemente da regista o mezzala, distinguendosi per la precisione nei passaggi, la capacità di dettare i tempi di gioco e il tiro potente dalla distanza. È apprezzato anche per il lavoro in fase difensiva, grazie a senso della posizione, aggressività controllata e continuità di rendimento.
Nel corso della sua carriera ha ottenuto risultati di rilievo soprattutto con il Milan, con cui ha vinto lo Scudetto nella stagione 2021-22, diventando uno dei simboli della squadra. Dopo il trasferimento al Newcastle ha aggiunto esperienza internazionale in Premier League e nelle competizioni europee. Con la Nazionale italiana ha fatto parte del gruppo vincitore di Euro 2020, contribuendo al percorso azzurro nelle fasi precedenti e successive al torneo.
Tra le curiosità, Tonali è spesso stato paragonato ad Andrea Pirlo per ruolo e impostazione di gioco, anche se nel tempo ha sviluppato uno stile più dinamico e fisico. È noto per il forte attaccamento ai colori del Milan, club per cui tifava da bambino, e per il carattere riservato ma molto determinato fuori dal campo.
Il calciomercato della Premier League inglese continua a viaggiare a ritmi e cifre semplicemente inarrivabili per il resto del calcio europeo. A catturare l’attenzione globale è stata l’incredibile sessione di trasferimenti del Tottenham, capace di finalizzare operazioni per una cifra vicina ai 300 milioni di euro in pochissime ore. Un vero e proprio tsunami finanziario che ha sollevato interrogativi spontanei tra tifosi e addetti ai lavori: come è possibile completare un simile sforzo economico senza violare le rigide norme del Fair Play Finanziario e del controllo dei costi?
La risposta non risiede in una miracolosa iniezione di liquidità improvvisa, ma in una profonda conoscenza dei regolamenti interni e, soprattutto, nell’introduzione delle nuove regole finanziarie strutturate dalla Premier League.
Il superamento delle vecchie regole: dal PSR all’ancoraggio
Fino alla scorsa stagione, i club inglesi dovevano fare i conti con il rigido Profit and Sustainability Rules (PSR), il regolamento che consentiva perdite massime complessive di 105 milioni di sterline nell’arco di un triennio. Un vincolo che aveva fortemente limitato le manovre di molte big. La svolta è arrivata con l’introduzione sperimentale del nuovo sistema di controllo, fortemente ispirato ai modelli della UEFA, che introduce il concetto di “Squad Cost Rule” (SCR) combinato con il meccanismo di ancoraggio economico (anchoring).
Questo sistema limita la spesa per i trasferimenti, gli stipendi dei calciatori e le commissioni degli agenti a una percentuale fissa dei ricavi totali del club (solitamente l’85% per i club stabili). Il Tottenham si è trovato in una posizione di enorme vantaggio competitivo grazie a una gestione societaria a dir poco virtuosa negli anni passati.
Lo stadio dei record e i ricavi commerciali degli Spurs
Il vero segreto del Tottenham risiede nella sua immensa capacità di generare ricavi strutturali, slegati dai soli risultati sportivi. Il Tottenham Hotspur Stadium, inaugurato nel 2019, è una vera e propria macchina da soldi tesa a massimizzare i profitti 365 giorni l’anno. Grazie alla capacità di ospitare i grandi match della NFL americana, concerti di portata mondiale e incontri di boxe, il club londinese ha visto impennarsi i propri ricavi commerciali operativi.
Avendo accumulato un enorme “spazio di manovra” nei bilanci precedenti (grazie anche a plusvalenze storiche e a un monte ingaggi sempre rigidamente controllato dal presidente Daniel Levy), gli Spurs hanno potuto riversare sul mercato una potenza di fuoco mai vista prima, senza rischiare penalizzazioni in classifica.
L’ammortamento dei cartellini e la rateizzazione
Un altro pilastro fondamentale che spiega i 300 milioni spesi in poche ore è il meccanismo contabile dell’ammortamento. Quando un club acquista un calciatore, la cifra totale del trasferimento non viene registrata immediatamente a bilancio tutta insieme, ma viene suddivisa per gli anni di contratto del giocatore (fino a un massimo regolamentare di 5 anni).
Di conseguenza, un investimento complessivo da 300 milioni si traduce in un peso a bilancio annuo decisamente inferiore e ampiamente sostenibile per le casse del club. Il Tottenham ha così dimostrato come la competenza normativa e la lungimiranza infrastrutturale contino ormai quanto – se non più – del semplice portafoglio del proprietario, ridisegnando le gerarchie economiche del calcio d’oltremanica.








