Federico Dimarco è un esterno sinistro italiano di grande qualità, capace di unire intensità, tecnica e una spiccata propensione offensiva. Agisce prevalentemente come laterale a tutta fascia o come terzino, distinguendosi per il mancino educato, i cross precisi e la pericolosità sui calci piazzati. Ha un ottimo senso della posizione, sa inserirsi con i tempi giusti e non disdegna la conclusione dalla distanza, risultando spesso decisivo anche in zona gol. In fase difensiva compensa una struttura fisica non imponente con attenzione, aggressività e grande applicazione tattica.
Nel corso della sua carriera ha vinto numerosi trofei con l’Inter, tra cui uno Scudetto, più Coppe Italia e Supercoppe italiane, diventando un elemento chiave del ciclo recente del club. Ha inoltre raggiunto la finale di Champions League nella stagione 2022-23 e conquistato l’Europeo 2021 con la nazionale italiana, entrando stabilmente nel giro azzurro.
Tra le curiosità, Dimarco è cresciuto nel settore giovanile dell’Inter e, dopo diverse esperienze in prestito, è riuscito a imporsi definitivamente in nerazzurro, diventando uno dei simboli di appartenenza e continuità della squadra.
Il passaggio di Djed Spence all’Inter ha lasciato un chiaro velo d’amarezza nelle parole di Roberto De Zerbi. L’allenatore del Tottenham non ha nascosto la propria delusione per la scelta dell’esterno inglese di lasciare gli Spurs e trasferirsi in Serie A. Nel corso delle sue recenti dichiarazioni, il tecnico bresciano ha analizzato senza filtri le motivazioni che hanno spinto il giocatore a fare le valigie, ribadendo la propria filosofia di gestione del gruppo e l’impossibilità di assicurare posti fissi in una rosa altamente competitiva.
“Nessuna garanzia per 38 partite”
Alla base dell’addio di Spence c’è stata la ricerca di una maglia da titolare garantita. De Zerbi è stato schietto sul punto: “Sono molto deluso da lui, ma devo rispettare la sua scelta”, ha spiegato il mister. “Abbiamo un ottimo rapporto, è un bravissimo ragazzo e un giocatore molto importante; tuttavia, non posso dare la mia parola né offrire garanzie di giocare 38 partite, soprattutto quando stiamo creando una forte concorrenza interna”. Per il tecnico, chi rifiuta di accettare la competizione quotidiana all’interno della squadra deve inevitabilmente prendere altre strade.
La concorrenza sulle corsie degli Spurs
Il tecnico italiano ha motivato la difficoltà nel garantire un minutaggio fisso ricordando l’altissimo livello qualitativo del reparto difensivo a sua disposizione. Sulle corsie esterne del Tottenham, la competizione è infatti spietata: “Come terzino destro abbiamo uno dei migliori giocatori del mondo (Pedro Porro), mentre a sinistra ci sono Udogie e Robertson, entrambi di livello eccezionale”. Di fronte a questo quadro, Spence ha preferito cogliere l’opportunità offerta dall’Inter per trovare maggiore continuità.
La nuova sfida di De Zerbi
L’addio di Spence si colloca in un’estate di grandi investimenti per gli Spurs, che hanno rinforzato l’organico con innesti del calibro di Tonali, Robertson e Savinho. Nonostante il rammarico per la partenza dell’esterno, De Zerbi guarda avanti focalizzandosi sulla costruzione dell’identità del team: “Se decidi di non rimanere accettando quello che succede, allora devi andare via. La nostra vera sfida ora è trovare un’anima e migliorare la nostra organizzazione di gioco”.
