Mattia Zaccagni è un esterno offensivo tecnico e creativo, apprezzato per il suo dribbling rapido, l’ottimo controllo di palla e la capacità di rientrare sul destro per creare superiorità numerica o andare al tiro. È un giocatore molto dinamico, abile nel muoversi tra le linee e nel servire assist, oltre a garantire sacrificio in fase difensiva.
A livello individuale ha raggiunto traguardi importanti, come la convocazione stabile in Nazionale italiana, con cui ha preso parte a competizioni internazionali di primo piano.
Curiosità: è diventato celebre per il gol decisivo contro la Croazia a EURO 2024, segnato nei minuti di recupero e valso la qualificazione dell’Italia. È inoltre molto legato alla sua città natale, Cesena, e al percorso di crescita fatto tra Serie B e Serie A prima dell’esplosione definitiva.
Claudio Lotito torna a far sentire con forza la propria voce contro le regolamentazioni che governano il calcio italiano, e questa volta lo fa da una sede d’eccezione. Come riportato dal Corriere dello Sport, il presidente della Lazio è intervenuto in Parlamento in occasione della presentazione del primo bilancio della nuova commissione incaricata di verificare l’equilibrio economico-finanziario delle società professionistiche, l’organismo che ha preso il posto della storica Covisoc. Nel corso della seduta sono stati illustrati i numeri di un’attività imponente, caratterizzata da ben 1558 controlli periodici e 1130 verifiche sugli adempimenti ammissivi.
Il freno al mercato della Lazio e la richiesta al Governo
Il tema tocca da vicino il club biancoceleste, che ha subito pesanti limitazioni nelle operazioni della scorsa sessione estiva e rischia di trovarsi di fronte a simili paletti anche nell’imminente calciomercato invernale. Il patron laziale non ha intenzione di accettare passivamente questo scenario e ha rivolto una richiesta chiara alle istituzioni: “Le norme si applicano, ma devono essere cambiate e può farlo il Parlamento“. Secondo il Senatore, il quadro normativo attuale penalizza ingiustamente le società del nostro campionato rispetto alla concorrenza internazionale, rendendo indispensabile un intervento legislativo per riequilibrare la competitività.
L’attacco sulle tassazioni e lo svantaggio rispetto all’estero
Entrando nei dettagli tecnici, il numero uno del club romano ha evidenziato come i costi collaterali e i vincoli burocratici finiscano per frenare la crescita del movimento italiano. “Vi pare normale che i calciatori in altre leghe possono essere riscattati in qualsiasi momento dell’anno e noi, che siamo scienziati, non possiamo?“, si è chiesto con polemica il presidente della Lazio. Lotito ha poi analizzato il peso fiscale che grava sulle operazioni in entrata: “Se uno costa 10 milioni qui lo paghi più di 12 per l’Iva, poi c’è la fideiussione“, sottolineando come queste rigidità rappresentino un freno enorme per le casse dei club.
L’appello per una riforma della competitività finanziaria
A conclusione del suo duro affondo, il patron biancoceleste ha evidenziato le storture di un sistema che spinge le società a guardare oltreconfine per motivi di mera cassa. “È un danno che favorisce gli acquisti all’estero, dove bisogna anticipare meno cassa“, ha rimarcato Lotito. Le parole del presidente riaprono il dibattito sulla sostenibilità del calcio italiano e sulla necessità di alleggerire la pressione burocratica e fiscale sui club, affinché le compagini di Serie A possano tornare a competere ad armi pari sul mercato globale.
