Mentre i tifosi della Roma sognano il grande colpo per l’attacco e le voci di un sorpasso del Fenerbahce si fanno sempre più insistenti, molti si chiedono perché la famiglia Friedkin non abbia sferrato l’affondo decisivo per chiudere la trattativa con il Marsiglia per Mason Greenwood. Dietro questa apparente frenata non ci sono dubbi tecnici sul giocatore, bensì una precisa e rigorosa strategia finanziaria legata ai paletti internazionali.
I segnali della Roma alla UEFA: il Fair Play Finanziario prima di tutto
Secondo il Corriere dello Sport, la spiegazione del mancato affondo va ricercata a Nyon: “Dopo il mancato completamento delle cessioni previste entro il 30 giugno e in attesa dell’ok alla proroga del settlement agreement fino al 31 luglio, la Roma non avrebbe potuto presentarsi all’inizio di luglio con un investimento da circa 50 milioni di euro”. La presidenza giallorossa sta inviando segnali di estrema virtuosità alla UEFA in ottica Fair Play Finanziario e sostenibilità dei conti. I Friedkin hanno impresso una linea societaria chiara: ogni grande investimento in entrata deve essere ponderato al millimetro e, preferibilmente, preceduto o compensato da uscite strategiche. L’obiettivo è evitare sanzioni o restrizioni future, dimostrando agli organi di controllo europei che la Roma si muove nel pieno rispetto dei parametri economici, anche a costo di dilatare i tempi delle operazioni più importanti.
La strategia dei Friedkin: niente aste folli per l’attaccante inglese
Nonostante l’enorme gradimento per le qualità dell’esterno inglese, la proprietà americana ha imposto un tetto rigoroso alle cifre dell’operazione. La Roma si è mossa concretamente, ma i Friedkin non hanno alcuna intenzione di farsi trascinare in aste al rialzo con club stranieri o di accettare commissioni dagli agenti fuori mercato. La linea della prudenza e del rigore finanziario prevale sulla fretta: l’affare Greenwood si farà solo ed esclusivamente alle condizioni stabilite dal club capitolino, senza deroghe che possano appesantire il bilancio.
Tra il rischio beffa e il “Piano B” già pronto sul mercato
Questo attendismo calcolato comporta inevitabilmente dei rischi, primo fra tutti quello di subire il sorpasso da parte delle concorrenti internazionali (con il club turco sempre più vicino alla chiusura). Tuttavia, la dirigenza guidata dal ds Tony D’Amico non si farà trovare impreparata: qualora la pista Greenwood dovesse definitivamente tramontare per via delle rigide linee guida della proprietà, la Roma ha già pronte le alternative, tra cui l’esterno del Como Assane Diao.








