Da leggenda del calcio turco a uomo costretto a ricominciare la propria vita dall’altra parte del mondo. La parabola di Hakan Sükür è una delle più particolari e drammatiche della storia recente del calcio. L’ex attaccante di Galatasaray, Torino, Inter e Parma vive ormai da oltre dieci anni negli Stati Uniti, lontano dalla Turchia e dalla vita che aveva costruito dopo una carriera ai massimi livelli.
A 55 anni, Sükür ha deciso di raccontare nuovamente la propria storia in una lunga intervista concessa a L’Équipe: “Sono pronto a raccontare tutto. La gente deve sapere cosa sto passando: non è finzione, è reale”.
Hakan Sükür, dove vive oggi l’ex attaccante turco
Sükür vive nel nord della California, a circa 40 chilometri da San Francisco. Nell’intervista realizzata da L’Équipe racconta una quotidianità molto lontana da quella del campione che era diventato un simbolo del calcio turco.
“Volevo che i miei figli fossero liberi”, ha spiegato parlando della scelta di lasciare la Turchia. Negli Stati Uniti ha trovato un ambiente nel quale, secondo il suo racconto, sente di poter esprimere liberamente le proprie opinioni e costruire una vita diversa per la propria famiglia.
La sua nuova vita, però, non è stata semplice. Lontano dai riflettori e dalle possibilità economiche che aveva avuto durante la carriera, Sükür ha dovuto svolgere diversi lavori per mantenere la famiglia e ripartire praticamente da zero.
Perché Hakan Sükür è fuggito dalla Turchia
La vicenda di Sükür è legata alla sua attività politica e al progressivo deterioramento dei rapporti con il governo di Erdoğan.
Dopo il ritiro dal calcio, avvenuto nel 2008, l’ex centravanti entrò in politica. Nel 2011 venne eletto deputato con l’AKP, il partito guidato da Erdoğan. Successivamente, però, lasciò il gruppo parlamentare dopo la rottura tra il governo turco e il movimento legato a Fethullah Gülen, figura con cui Sükür era associato.
Nel 2015, dopo essere stato accusato di aver insultato Erdoğan sui social network, Sükür si trasferì negli Stati Uniti. Un anno più tardi, dopo il fallito colpo di Stato del luglio 2016, nei suoi confronti venne emesso un mandato d’arresto nell’ambito delle accuse rivolte alle persone ritenute vicine alla rete di Gülen. Sükür ha sempre respinto ogni coinvolgimento nel tentato golpe.
Il rapporto con Erdoğan e la confisca dei beni
Nella sua intervista a L’Équipe, Sükür racconta di aver perso praticamente tutto ciò che possedeva in Turchia.
Secondo il suo racconto, i suoi beni sarebbero stati confiscati, i conti congelati e il padre, malato di cancro, sarebbe stato arrestato temporaneamente. L’ex capitano della nazionale sostiene inoltre di essere stato utilizzato come esempio per intimorire altre persone intenzionate a criticare il potere.
Sono accuse e ricostruzioni riferite dallo stesso Sükür nell’intervista: il caso è inserito nel più ampio contesto delle conseguenze seguite al fallito golpe del 2016 e della repressione contro persone ritenute vicine a Gülen.
La cancellazione di Sükür dalla storia del calcio turco
Uno degli aspetti più sorprendenti della vicenda riguarda il rapporto tra Sükür e la memoria sportiva della Turchia.
L’ex attaccante è stato per anni uno dei principali simboli del calcio nazionale. Con 112 presenze e 51 gol, resta il miglior marcatore della storia della nazionale turca. Ha inoltre partecipato ai Mondiali del 2002 e del 2006.
Con il Galatasaray ha vinto campionati, coppe nazionali e la Coppa UEFA del 2000, entrando definitivamente nella storia del club. Nonostante questo passato, dopo la sua rottura con il potere turco il suo nome è stato progressivamente rimosso da numerosi riferimenti ufficiali legati allo sport.
Sükür ha definito questo processo come un tentativo di cancellarlo dalla memoria collettiva. Difatti il nome di Hakan è stato cancellato da tutti gli archivi nazionali, la Federcalcio ha rimosso i suoi ritratti dal museo, il Galatasaray ha eliminato il suo nome da diverse pubblicazioni e archivi ufficiali (con quella maglia ha vinto otto campionati e una Coppa Uefa, aggiudicandosi tre volte il titolo di capocannoniere del torneo) e gli stadi a lui intitolati sono stati rinominati.
Hakan Sükür e quel record ancora imbattuto al Mondiale
Il nome di Sükür è tornato protagonista anche durante il Mondiale 2026. La Turchia, dopo oltre vent’anni di assenza dalla competizione, è tornata infatti alla fase finale proprio nell’edizione disputata tra Stati Uniti, Canada e Messico.
E c’è un record che continua ad appartenere all’ex centravanti: il gol più veloce nella storia della Coppa del Mondo.
Nel 2002, nella finale per il terzo posto contro la Corea del Sud, Sükür segnò dopo appena 10,8 secondi, un primato che resiste ancora oggi. Nel 2026 L’Équipe ha nuovamente ricordato quel record, rimasto imbattuto anche dopo il torneo nordamericano.
Quella rete rappresenta quasi un simbolo della sua parabola: in pochi secondi Sükür entrò definitivamente nella storia del calcio mondiale. Oggi, però, la sua vita è lontanissima dai grandi stadi.
Dall’Uber alla caffetteria: come ha ricominciato negli Stati Uniti
Una volta arrivato negli Stati Uniti, Sükür ha dovuto reinventarsi. In un’intervista precedente aveva già raccontato di aver iniziato vendendo libri e altri oggetti online. Nel tempo ha svolto anche altri lavori.
Nella nuova testimonianza a L’Équipe racconta di essere stato per un breve periodo anche autista Uber e di aver fatto volontariato con la squadra di football dell’Università di Stanford.
Successivamente, insieme alla moglie, ha investito in una caffetteria-panetteria. Il suo ruolo era lontanissimo da quello della vecchia vita da campione: preparava le bevande, lavava i piatti e si occupava della cassa.
L’attività, però, non ha avuto il successo sperato e la coppia è stata costretta a venderla per far fronte ai debiti.
Cosa fa oggi Hakan Sükür
Oggi l’ex centravanti è tornato a fare ciò che conosce meglio: parlare di calcio.
Sükür è attivo online e utilizza i propri canali per commentare partite e avvenimenti calcistici. Parallelamente, racconta di aver dato lezioni private a giovani giocatori della zona.
Il suo obiettivo è tornare a lavorare stabilmente nel mondo del calcio. Tra i progetti che sogna di realizzare c’è anche quello di aprire una scuola calcio in California, mettendo a disposizione delle nuove generazioni l’esperienza maturata in una carriera ai massimi livelli.
