A pochi minuti dal fischio d’inizio della delicata sfida di Champions League che vede la squadra di Cristian Chivu impegnata contro il Feyenoord, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta è intervenuto ai microfoni di Sky per fare chiarezza sui temi più caldi del momento, partendo dalle voci di mercato legate a un possibile ritorno in nerazzurro di Mauro Icardi: “Icardi? A noi non si è sicuramente proposto. Ha dato tanto all’Inter ma non rientra nei nostri piani. Così come non rientra nei nostri piani prendere la quinta punta. Sono stati male 3 attaccanti su 4, è pura fatalità. È come se si facessero male 2 portieri, gioca il terzo. Non abbiamo certo il problema del gol. Chivu è un allenatore moderno, sa valorizzare tutti i giocatori e ha un atteggiamento tattico rivolto al gol”.
Con queste parole, il numero uno del club ha chiuso definitivamente ogni spiraglio a suggestioni di mercato, ribadendo la totale fiducia nelle risorse attuali della rosa e nel credo tattico del tecnico.
La situazione dei rinnovi contrattuali: Calhanoglu e Dimarco
Spazio poi al capitolo legato ai prolungamenti contrattuali, un tema particolarmente caro ai tifosi e fondamentale per la stabilità del progetto tecnico. Marotta ha rassicurato l’ambiente, tracciando la rotta sia per il centrocampista turco che per l’esterno azzurro: “I rinnovi? Non siamo in situazione di ansia, c’è solo un giocatore in scadenza ed è Calhanoglu. Con lui abbiamo un ottimo rapporto. Per quanto riguarda Federico, lo considero un interista doc. Abbiamo esercitato la clausola concordata con lui, anche se sarebbe unilaterale. Ma siamo d’accordo che allungheremo il contratto durante l’anno. Dimarco vuole restare, anche noi lo vogliamo e siamo felici. Il senso di appartenenza deve prevalere su altri valori”.
Champions League, il gruppo sano e il bilancio della gestione
Infine, il presidente nerazzurro ha analizzato le ambizioni europee della squadra e risposto con fermezza alle domande sulla compattezza dello spogliatoio e sulla stabilità del collettivo: “Tutti hanno il sogno di vincere la Champions. Ma i competitor sono di altissimo livello, qui il mezzo errore diventa fatale. Il confronto tra allenatore e squadra è quotidiano, in questo gruppo non ci sono mele marce, questo è gruppo è molto sano. Uso questo termine: molto sano. Abbiamo perso solo 3 volte in 40 partite e sempre col Milan, è un dato che deve far riflettere”.
