Si arricchisce di nuovi elementi l’inchiesta della Procura di Milano, che vede tra gli indagati il designatore arbitrale Gianluca Rocchi: nelle ultime ore sarebbe emersa una rete di gesti codificati tra gli addetti al VAR allo scopo di influenzare le decisioni sul campo.
Segnali segreti in sala VAR
Come riportato dall’ultima edizione di La Repubblica, prima di richiamare il direttore di gara, gli addetti al VAR si scambiavano segnali segreti nella sala di Lissone. Una pratica ribattezzata “Gioca Jouer”. Un codice messo a punto con discrezione e noto esclusivamente ai diretti interessati.
Stando a quanto emerso, un pugno chiuso significava “intervenire”, mentre una mano alzata “non intervenire”. In tal senso, resta da capire se i suddetti elementi siano alla base dell’indagine. “Le bussate in sala VAR? Si sapeva che il protocollo non lo permetteva – ha riferito l’ex arbitro Daniele Manelli all’AGI – da quando Rocchi e i suoi vice non si sono più presentati in sala VAR perché la federazione ha imposto la presenza della procura federale, gli errori degli arbitri si sono moltiplicati”.










