Hernanes: “Come sono diventato ambidestro e la magia della Bombonera, vi racconto tutto. Ecco i top e i flop del Mondiale”

I Two Twins hanno fatto una bella chiacchierata con il Profeta Hernanes a margine del Watch Party griffato Caffé Borbone e Chiamarsi Bomber

Il Profeta Hernanes è stato uno dei giocatori più tecnici visti negli ultimi vent’anni in Serie A. Il trequartista brasiliano, che in Italia ha indossato le maglie di Juventus, Inter e soprattutto Lazio, ha partecipato ad uno dei Watch Party griffati Caffè Borbone e Chiamarsi Bomber, rispondendo alle domande dei Two Twins.

Tra le altre cose ci ha svelato qual è il suo stadio preferito, come ha fatto a diventare ambidestro e qual è la partita che ricorda più delle altre e perché.

Dov’è iniziata la tua passione per il calcio?

Beh, fin dalla nascita in Brasile tutti i bambini che nascono, eh, i genitori, papà già gli danno la palla e gli dicono di calciare, tirare… è una cosa molto normale: gli uccelli nascono e volano, noi brasiliani nasciamo e giochiamo a calcio. Chi mi ha trasmesso la passione? Mio papà, i primi ricordi sono di lui che comprava i palloni e li portava a casa, ed era lui che mi diceva tira sia con il destro che con il sinistro

Quindi ti ha insegnato lui ad essere ambidestro?

Non mi ricordo perché ero molto piccolo, 2, 3 anni, comunque lui mi dava questi spunti. Poi a 11 anni io volevo essere mancino, quindi è da lì che parte il mio essere ambidestro. Ho dimenticato il destro e facevo tutto col mancino…

Chi ha creduto per primo in te?

Diciamo che i primi sono stati gli allenatori del futsal. C’era il papà di due gemelli, posso dire che è stato lui il primo a credere in me perché mi ha portato dal futsal al calcio, e poi mi ha portato dal Recife al San Paolo. Quindi diciamo che è lui che mi ha lanciato.

Qual è lo stadio che ricordi ancora oggi e ti ha trasmesso più emozioni?

Eh, la Bombonera era il campo in cui volevo giocare quando lo vedevo in TV da ragazzino. Quando ci ho giocato, era un Boca-San Paolo e abbiamo pure perso, è stata un’emozione favolosa vedere quelle tribune verticali piene di gente. Un’emozione unica e meravigliosa, l’emozione di realizzare quel sogno. La cosa strana è che da fuori non sembrava un campo bellissimo, poi quando entravi c’era quell’atmosfera…

Qual è la partita che hai guardato da casa che ti è rimasta impressa?

Posso dire di questo Mondiale? Inghilterra-Argentina secondo me è stata una delle più belle, perché è proprio sfuggita allo “script”. Io guardavo e analizzavo la partita, e mi dicevo che l’Argentina stava meglio ma secondo me avrebbe vinto l’Inghilterra, magari con una palla inattiva. Dopo pochi minuti gol dell’Inghilterra… Poi gli inglesi hanno smesso di giocare, l’Argentina ha messo pressione, Messi ha iniziato a fare assist…Follia, trovare quei due gol lì alla fine, sono queste le emozioni del calcio.

Qual è stato l’allenatore che ti ha insegnato di più? 

Guarda devo dire Fernando Diniz, avevo già 33, 34 anni e grande maturità e lui proponeva un calcio che non mi piaceva e all’inizio è stato difficile. Però poi lui veramente è un maestro di calcio e di vita, quindi posso dire che ho imparato tanto con lui.

Qual è il giocatore che imitavi?

Andatevelo a cercare, si chiama Felipe Jorge, detto il Maestro. Mettetelo su YouTube, guardate che eleganza, che qualità tecnica. Poi era mancino, e per questo volevo essere mancino anche io.

Qual è invece il ricordo più bello che ti lega a una partita guardata a casa?

Il Mondiale del ’94. A casa di zia, ricordo la famiglia tutta riunita, le bandiere, avevo 9 anni, erano le mie prime emozioni da tifoso. È stato lì che ho capito cosa significasse la Nazionale in Brasile. 

Secondo te in questo Mondiale chi è stato il calciatore rivelazione?

Messi (ride ndr). Io non me l’aspettavo, credevo l’Argentina andasse subito a casa e lui facesse ben poco, quindi per me è stata una rivelazione. Un flop? L’Olanda e Depay, non l’ho proprio visto, né lui né la sua Nazionale. La Francia? Per me era la squadra più forte, ma troppo piena di giocatori forti, pensavo che implodesse. È arrivata anche più avanti di quanto pensassi. Il calciatore top? Rodri, non sbaglia un passaggio, un giocatore di un’eleganza e di un’intelligenza incredibile.



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