Brutte notizie dall’infermeria in casa Roma: l‘infortunio rimediato da Lorenzo Pellegrini, nel corso della sfida di Champions League contro lo Slovan Bratislava, si è rivelato di grave entità. Le prime sensazioni negative raccolte a bordo campo, subito dopo l’uscita dal terreno di gioco, sono state confermate dagli esami strumentali a cui nelle scorse ore è stato sottoposto il centrocampista giallorosso.
Pellegrini, lesione di alto grado
Gli esami hanno evidenziato una lesione di alto grado in corrispondenza della giunzione muscolo-tendinea distale del muscolo semitendinoso della coscia destra. Una diagnosi severa che fotografa non solo la gravità dell’infortunio, ma certifica anche a una situazione clinica particolarmente complessa. La lesione, infatti, si è verificata in una zona già precedentemente colpita e in cui, in passato, lo stesso Pellegrini era stato sottoposto a un intervento chirurgico. Un precedente clinico che impone la massima cautela per lo staff medico della Roma, chiamato a valutare con attenzione ogni singolo passaggio del percorso di recupero per scongiurare ulteriori complicazioni e future ricadute.
Due-tre mesi di stop
I tempi di stop, inevitabilmente, saranno molto lunghi. Sebbene si attendano ulteriori valutazioni specialistiche per definire un tabella di marcia precisa, le prime stime parlano chiaro: ci vorranno non meno di due-tre mesi prima di poter rivedere in campo il 7 giallorosso. Uno scenario che costringerà il classe ’96 a un lungo periodo di inattività, fatto di terapie riabilitative, lavoro differenziato in palestra e una graduale riatletizzazione prima del rientro in gruppo.
Per la Roma e per il tecnico Gian Piero Gasperini si tratta di un’assenza pesante, destinata a incidere in modo significativo sulle rotazioni della squadra in un momento cruciale della stagione. Pur non essendo un titolare inamovibile, Pellegrini rappresenta un tassello importante nello scacchiere tattico dell’allenatore giallorosso, capace di agire sia da mezzala che sulla trequarti, garantendo qualità, visione di gioco e leadership in mezzo al campo. Perdere un elemento di tale spessore, specie in un momento scandito da tanti impegni ravvicinati tra campionato e coppe, obbliga ora la dirigenza e lo stesso Gasperini a ridisegnare le proprie strategie.
