Il Mondiale nordamericano ha preso il via da pochi giorni, ma ecco che già ci si trova di fronte al (presunto) primo scandalo “etico”. La FIFA vuole vederci chiaro e ha avviato un’inchiesta d’urgenza su un ufficiale di gara, accusato di aver esibito un simbolo discriminatorio in mondovisione.
Il fermo immagine della discordia nella sala Var
Il caso è montato rapidamente durante una delle prime sfide della fase a gironi dei Mondiali 2026, Germania-Curacao giocata all’NRG Stadium di Houston. Nel corso del consueto collegamento televisivo con la sala operativa del VAR, l’occhio delle telecamere ha colto l’assistente al monitor, l’australiano Shaun Evans, mentre univa le dita a formare il segno del cosiddetto “White Power”, un gesto esplicitamente riconducibile ai movimenti di supremazia bianca.
Le immagini ravvicinate sono diventate virali nel giro di pochi minuti sulle piattaforme social di tutto il mondo, sollevando una durissima reazione da parte del pubblico e facendo sì che il risultato in campo della gara passasse, almeno sul web, in secondo piano.
Australian Shaun Evans just pulled the move of all moves from the VAR room at the World Cup pic.twitter.com/0HK0dWrE11
— Matt Vandenberg (@M1D3V) June 15, 2026
Tolleranza zero a Zurigo: la FIFA schiera la Disciplinare
La reazione dei massimi vertici del calcio mondiale è stata immediata, spinta dalla gravità dell’accusa che tocca direttamente i valori di inclusione promossi dalla federazione. La FIFA ha ufficializzato l’apertura di un fascicolo formale per violazione del codice etico e comportamentale, e nel frattempo nelle gare successive le regie hanno smesso di presentare la squadra VAR in posa davanti alle telecamere.
La commissione disciplinare ha già secretato i video ambientali della stanza tecnologica per accertare se il gesto fosse rivolto intenzionalmente a qualcuno dei presenti o all’indirizzo delle panchine. Se le verifiche dovessero confermare la matrice discriminatoria, la sanzione sarà pesantissima: per il direttore di gara si profilano la radiazione immediata dai Mondiali e una lunghissima squalifica internazionale.
La protesta, l’indignazione e il danno d’immagine
L’episodio ha scatenato un vero e proprio scontro diplomatico, con tante persone indignate che hanno chiesto spiegazioni formali sia all’ufficiale in questione che alla FIFA. Il timore dei club e delle federazioni è che il clima di tensione possa influenzare la serenità dei giudizi arbitrali soprattutto nelle sfide ad eliminazione diretta.
Questa bufera rischia di compromettere la reputazione dell’intera classe arbitrale proprio nell’edizione iridata che doveva “consacrare” l’infallibilità e la trasparenza della tecnologia applicata al calcio. Dopo i problemi e le polemiche su visti, immigrazione e caro biglietti unìaltra situazione decisamente scomoda su cui bisgnerà far luca al più presto per evitare di perdere anche in credibilità.









