Mondiali, l’incredibile maledizione dell’Olanda: non perde da 16 anni ma viene sempre eliminata

L'Olanda e il tabù dei Mondiali: una striscia d'imbattibilità clamorosa nei tempi regolamentari che si trasforma in beffa ai calci di rigore

La dsiperazione dell'Olanda eliminata

27

Attaccante

17

AS Roma


  • 19 Gennaio 1999
  • Olanda
  • 176 cm
  • 68 kg
  • Biografia

Donyell Malen è un attaccante olandese rapido e imprevedibile, capace di ricoprire più ruoli nel reparto offensivo. Può agire sia come punta centrale sia come esterno, sfruttando velocità, accelerazione e una buona tecnica in conduzione per attaccare la profondità e creare pericoli negli spazi. È particolarmente efficace negli inserimenti senza palla e nelle transizioni veloci, mentre in area si distingue per freddezza e rapidità di esecuzione, pur non essendo un centravanti statico o dominante fisicamente.

Nel corso della sua carriera ha ottenuto i principali successi con il PSV Eindhoven, con cui ha vinto il campionato olandese e le coppe nazionali, affermandosi come uno dei migliori marcatori dell’Eredivisie. Il trasferimento al Borussia Dortmund gli ha permesso di confrontarsi con la Bundesliga e con il calcio europeo ad alto livello, accumulando esperienza anche in Champions League. Con la nazionale olandese è entrato stabilmente nel giro dei convocati, partecipando a competizioni internazionali.

Tra le curiosità, Malen è cresciuto nel settore giovanile dell’Ajax prima di esplodere definitivamente al PSV. Ha iniziato la carriera come ala pura, evolvendosi nel tempo in un attaccante più completo e moderno.

Nel calcio esistono storie che sfidano la logica e le statistiche, ma nessuna è assurda e dolorosa come quella che lega l’Olanda alla Coppa del Mondo. La nazionale Oranje, storicamente nota per aver espresso un calcio sublime ma per non essere mai riuscita a sollevare il trofeo più ambito, convive da tempo con una vera e propria maledizione statistica che rasenta l’incredibile.

I numeri dicono qualcosa di clamoroso: l’Olanda non perde una partita sul campo ai Mondiali da ben 16 anni. Eppure, nonostante questa striscia d’imbattibilità impressionante nei tempi regolamentari e supplementari, è stata costantemente eliminata dal torneo.

Il punto di partenza: la finale di Johannesburg del 2010

Per ritrovare l’ultima vera sconfitta sul campo dell’Olanda in una fase finale della Coppa del Mondo bisogna viaggiare indietro nel tempo fino all’11 luglio 2010. In quell’occasione, nella finalissima di Johannesburg in Sudafrica, i gol storici di Andrés Iniesta al minuto 116 dei tempi supplementari regalarono il titolo alla Spagna, condannando gli olandesi all’ennesimo secondo posto della loro storia.

Da quel preciso momento in poi, nessun avversario è più riuscito a battere gli Oranje nei 90 o nei 120 minuti di gioco. Un record che farebbe la fortuna di qualsiasi nazionale, ma che per l’Olanda si è trasformato in un incubo geometrico a causa della lotteria dei calci di rigore.

Il fattore rigori e le delusioni con l’Argentina

Il paradosso si è materializzato in tutta la sua crudeltà in diverse edizioni successive. Nel 2014, in Brasile, l’Olanda guidata da Louis van Gaal ha disputato un torneo straordinario. È arrivata fino alla semifinale senza mai perdere, per poi arrendersi all’Argentina ai calci di rigore, dopo che i tempi regolamentari e i supplementari si erano chiusi sullo 0-0. La storia si è ripetuta, quasi come una fotocopia horror, nel Mondiale del 2022 in Qatar.

Ancora una volta nei quarti di finale, dopo una rimonta pazzesca firmata da Weghorst per il 2-2 finale, sono stati nuovamente i tiri dal dischetto a premiare l’Argentina, lasciando gli olandesi imbattuti sul campo ma eliminati dalla competizione. Anche nel cammino del Mondiale 2026, la maledizione dei dettagli e dei tiri dagli undici metri ha continuato a perseguitare la selezione di Amsterdam.

Una striscia record che non porta trofei

Questo legame tra imbattibilità e fallimento trasforma l’Olanda nell’unica squadra al mondo capace di uscire a testa altissima e senza sconfitte da tre edizioni dei Mondiali, senza però riuscire mai a mettere le mani sulla coppa. La statistica mette in luce una solidità strutturale invidiabile, ma anche una cronica difficoltà emotiva e tecnica nel gestire i tiri dal dischetto, dove la freddezza e la preparazione psicologica contano più degli schemi tattici.

Per i tifosi Oranje resta il vanto di una striscia di imbattibilità che dura da oltre tre lustri, un primato mondiale assoluto, accompagnato però dall’amaro in bocca per quella che rimane, a tutti gli effetti, la maledizione più bizzarra della storia del calcio.


Marco Corsini

Marco Corsini

Redattore e analista sportivo per Chiamarsi Bomber, con una specializzazione verticale sulle realtà calcistiche del Centro e del Sud Italia. Dalle piazze storiche della Serie A ai talenti emergenti delle categorie collegate, Marco si occupa di raccontare le storie dietro i risultati e di monitorare l'evoluzione tattica e societaria delle squadre del territorio. Appassionato di statistiche, contribuisce quotidianamente alla copertura delle news di calciomercato con un focus territoriale unico e dettagliato.


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