L’avventura della Norvegia ai quarti di finale del Mondiale si è interrotta per mano dell’Inghilterra, ma a far discutere i tifosi e i media scandinavi è stata soprattutto la decisione del commissario tecnico Ståle Solbakken di richiamare in panchina Erling Haaland nel momento cruciale del match. A fare chiarezza sul reale motivo del cambio è intervenuto l’ex calciatore del Chelsea, ora opinionista, Tony Cascarino, svelando un retroscena finora rimasto nell’ombra.
La rivelazione di Cascarino sul malore del centravanti
La scelta di rinunciare al bomber del Manchester City mentre la squadra cercava di rimontare lo svantaggio aveva sollevato diversi interrogativi. Tuttavia, la ricostruzione dei fatti evidenzia come il cambio non sia stato dettato da una scelta tecnica o da una bocciatura da parte del CT, bensì da un problema di salute improvviso che ha colpito l’attaccante sul terreno di gioco.
Nel commentare l’episodio, come riportato dal The Sun, Cascarino ha riportato fedelmente i dettagli di quei concitati minuti: “Ho ricevuto un messaggio durante l’intervallo che a quanto pare diceva che Erling Haaland non stava bene. Era un altro di quelli che soffrivano di un malanno. Fisicamente non sembrava in forma. Non toccava molto la palla comunque, ma sono rimasto sorpreso anche dalla quantità di energia che gli mancava“.
La gestione di Solbakken e il crollo fisico del bomber
Le parole dell’opinionista confermano e completano quanto accennato dallo stesso Solbakken nel post-partita, quando aveva parlato ai cronisti di un giocatore stremato e privo di forze. Il ct norvegese si è trovato costretto a gestire un’emergenza imprevedibile, assecondando la richiesta del suo giocatore più rappresentativo che aveva speso ogni singola energia nel corso della manifestazione, fino al definitivo crollo fisico nei secondi quarantacinque minuti della sfida contro gli inglesi. Un crollo probabilmente legato anche al misterioso virus che ha colpito alcuni membri della spedizione scandinava nei giorni precedenti la gara dei quarti di finale.
Con questo retroscena si chiude il giallo attorno alla sostituzione più chiacchierata della sfida. Per la Norvegia resta il rammarico di aver dovuto rinunciare al proprio leader nel momento decisivo, lasciando il via libera alla Nazionale di Thomas Tuchel.








