Cristiano Ronaldo ha ufficialmente detto addio alla Nazionale portoghese, chiudendo una straordinaria avventura durata ben 23 anni. Una decisione arrivata a sorpresa, anticipando l’annuncio delle convocazioni ufficiali e mettendo fine alle tensioni recenti con il commissario tecnico Jesus, culminate in un’uscita anticipata dal ritiro alla vigilia della sfida di Nations League contro la Danimarca, lo scorso 30 settembre. Dal canto suo, anziché concentrarsi sulle polemiche, CR7 ha scelto di salutare la Nazionale con un videomessaggio condiviso sui suoi canali social, accompagnato da una lettera aperta rivolta direttamente ai tifosi lusitani.
Cristiano Ronaldo-Portogallo: numeri da leggenda
I numeri di Cristiano Ronaldo con il Portogallo rimarranno scolpiti per sempre nella storia dello sport mondiale. Dal suo esordio in Nazionale, avvenuto il 20 agosto 2023 in occasione dell’amichevole contro il Kazakistan, il 5 volte pallone d’oro ha collezionato record su record, rendendo quasi impossibile eguagliare i suoi traguardi:
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234 presenze con la maglia del Portogallo.
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146 gol realizzati, che lo consacrano come il miglior marcatore di sempre in Nazionale (di tutte le Nazionali) nella storia del calcio (maschile).
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Tre titoli conquistati: l’indimenticabile e storico trionfo a Euro 2016 e due edizioni della Nations League.
L’addio di Cristiano Ronaldo alla nazionale portoghese
Nella sua lettera d’addio, Ronaldo ha voluto guardare oltre le statistiche relative a gol e trofei, mettendo al centro le emozioni e il legame viscerale con la sua gente: “Al popolo portoghese: è giunto il giorno di restituire la maglia numero sette della nazionale, che appartiene a tutti noi. Per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla, difenderla e portarla in alto con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è arrivato il momento di guardare al futuro. Non è stata una decisione semplice: alcune scelte non vengono fatte solo con la testa ma anche con il cuore”.
“Sarò sempre uno di voi”
“I gol si dimenticano, i trofei finiscono nei musei, i record possono essere battuti, ma c’è qualcosa che il tempo non può cancellare: il posto che abbiamo conquistato nel cuore delle persone. Non smetterò mai di essere uno di voi. Continuerò a soffrire, esultare e festeggiare ogni vittoria della Nazionale. Grazie per aver creduto in me, il Portogallo resterà sempre nel mio cuore”.
