Andrea Maldera è il nuovo commissario tecnico della nazionale ucraina, che, per la prima volta nella sua storia, ha scelto di affidare la panchina a un allenatore straniero. Nel corso dell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Maldera ha spiegato la scelta di accettare l’incarico raccontando, inoltre, i primi giorni in Ucraina.
Qui a Leopoli la vita scorre normalmente, se non fosse per il coprifuoco notturno e per le sirene degli ultimi giorni, a causa dei missili balistici che sono difficili da localizzare. Ho un app nel telefono che mi avvisa di rischi di questo tipo, come l’altra notte. Inizialmente c’è un po’ di agitazione, ma poi ti comporti come loro, senza vittimismo. La mattina dopo l’attacco ho partecipato a un evento nelle scuole, vedere i bambini che giocavano come se nulla fosse mi ha fatto riflettere.
“Qui ci sono i veri eroi sportivi”
“Qui ci sono i veri eroi sportivi, per come portano avanti il calcio tra mille difficoltà. C’è una grandissima capacità di adattamento e una grande passione: una partita a volte può durare anche tre ore per gli allarmi aerei. Anche per questo la semifinale di Europa League raggiunta dallo Shakhtar Donetsk non è stata celebrata a sufficienza. Qui c’è tanta voglia di normalità”.











