Robert Pires diventa attore: l’ex stella dell’Arsenal debutta al cinema

Una nuova vita per il campione del mondo ed ex esterno di Arsenal e Villareal Roberto Pires che ha deciso di lasciare il mondo del calcio per intraprendere una nuova avventura nel mondo del cinema.

robert pires ex attaccante dell'arsenal
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Robert Pires cambia vita e passa dal campo da calcio al grande schermo. L’ex fuoriclasse dell’Arsenal e campione del mondo con la Francia nel 1998 ha fatto il suo debutto ufficiale come attore nel film francese Melpomène, diretto da Charlotte Dauphin, che veste anche i panni della protagonista. Un’avventura nata quasi per caso, grazie a un incontro con la regista, sua vicina di casa, che gli ha aperto le porte di un mondo completamente nuovo.

Robert Pires debutta al cinema: come è nata la nuova avventura

Dopo aver incantato i tifosi con il suo talento e la sua classe, Robert Pires si è messo alla prova in una professione lontana dal calcio. Tutto è cominciato con una semplice chiacchierata con Charlotte Dauphin, giovane regista francese con cui l’ex numero 7 dell’Arsenal condivide lo stesso palazzo.

Come raccontato dallo stesso Pires a L’Équipe, la regista gli aveva confidato di essere alla ricerca di nuovi volti per il suo film, proponendogli una piccola parte. Inizialmente sorpreso dalla possibilità, l’ex calciatore ha riflettuto sulla proposta prima di incontrare nuovamente Dauphin e accettare con una risposta semplice: «Perché no?».

Da quell’incontro è nata un’esperienza che ha portato Pires a confrontarsi per la prima volta con il lavoro davanti alla macchina da presa, scoprendo quanto il mestiere dell’attore richieda preparazione, disciplina e capacità di mettersi in gioco.

Melpomène, il ruolo di Pires e le lezioni di recitazione

Nel film Melpomène, Robert Pires interpreta un personaggio tutt’altro che marginale: il cugino della protagonista, che torna nella casa natale a distanza di anni dalla perdita della madre. Una parte che ha richiesto all’ex campione francese un impegno concreto, ben oltre la semplice curiosità di provare qualcosa di nuovo.

Per affrontare al meglio il debutto, Pires ha seguito lezioni di recitazione, lavorando su aspetti fondamentali come la respirazione, la gestione dello spazio e soprattutto la voce. L’intonazione, infatti, rappresenta uno degli strumenti essenziali per dare credibilità a un personaggio e trasmetterne le emozioni.

Un percorso che gli ha permesso di comprendere quanto sia diverso interpretare un ruolo rispetto a scendere in campo davanti a migliaia di spettatori. La notorietà conquistata nel calcio, insomma, non basta per diventare attori: servono tecnica, studio e la capacità di adattarsi a un linguaggio completamente nuovo.

«L’attore è una professione vera»: la pressione sul set

Il debutto cinematografico ha messo Pires di fronte a una pressione diversa da quella vissuta durante la sua carriera sportiva. Nonostante le partite decisive, i grandi stadi e le sfide internazionali, l’ex centrocampista ha dovuto fare i conti con responsabilità inedite.

«Molti pensano sia facile avendo giocato davanti a milioni di persone, ma l’attore è una professione vera», ha spiegato a L’Équipe. E poi ha sottolineato una differenza sostanziale tra i due mondi: «Nel calcio se sbagli un compagno può rimediare, sul set se sbagli tu tutti devono ricominciare da capo».

Parole che raccontano bene la scoperta di un ambiente in cui ogni gesto, ogni battuta e ogni sfumatura possono influenzare il lavoro dell’intera troupe. Per Pires, abituato a decidere una partita con una giocata, la sfida è stata imparare a controllare ogni dettaglio della propria interpretazione.

Da campione solare a personaggio cupo: la trasformazione di Robert Pires

Uno degli aspetti più impegnativi del nuovo ruolo è stato modificare il proprio atteggiamento per adattarsi alle esigenze della sceneggiatura. Pires, conosciuto per il suo talento calcistico e per il carattere solare, ha dovuto interpretare un personaggio molto più duro e cupo rispetto alla sua personalità.

Una trasformazione che non è passata inosservata neppure ai colleghi sul set. Come ha raccontato con ironia, gli altri membri della troupe lo hanno bonariamente preso in giro, proprio perché faticavano a riconoscere in quella versione più seria e ombrosa l’uomo che conoscevano.

Per riuscire a rendere credibile il personaggio, l’ex calciatore ha quindi dovuto mettere da parte, almeno davanti alla macchina da presa, parte della propria spontaneità. Un esercizio che dimostra quanto il suo esordio non sia stato soltanto una parentesi curiosa, ma un’esperienza affrontata con la volontà di imparare davvero un nuovo mestiere.

Dall’Arsenal ai Mondiali del 1998: la carriera che ha reso celebre Pires

Prima di approdare al cinema, Robert Pires aveva costruito una carriera di altissimo livello. Nato nel 1973, l’ex centrocampista francese è stato uno dei talenti più apprezzati della sua generazione, un numero 7 capace di abbinare tecnica, visione di gioco e qualità nelle giocate offensive.

Il suo nome è legato soprattutto all’Arsenal, con cui ha vissuto alcune delle stagioni più importanti della propria carriera. Nel corso degli anni ha vestito anche le maglie di Metz, Marsiglia, Villarreal e Aston Villa, lasciando il segno in diversi campionati europei.

Con la nazionale francese ha fatto parte della generazione che ha scritto una delle pagine più importanti della storia del calcio transalpino: la vittoria dei Mondiali del 1998, disputati proprio in Francia, e il trionfo agli Europei del 2000. Successi che hanno contribuito a consacrarlo tra i protagonisti di un’epoca d’oro per i Bleus.

Oggi, a distanza di anni dalle grandi notti europee e dalle vittorie con la nazionale, Pires si ritrova a inseguire una nuova sfida, questa volta lontano dal rettangolo verde.

Da Franck Leboeuf a Eric Cantona: i calciatori diventati attori

Il passaggio dal calcio al cinema non è una novità assoluta per gli ex protagonisti del calcio francese. Prima di Robert Pires, anche Franck Leboeuf, campione del mondo nel 1998, aveva intrapreso la strada della recitazione, dimostrando come la vita dopo il pallone possa riservare percorsi professionali inaspettati.

Un caso ancora più noto è quello di Eric Cantona, leggenda del calcio francese che, pur non avendo conquistato il Mondiale del 1998, ha saputo costruirsi una seconda carriera davanti alla macchina da presa, ottenendo riconoscimenti anche nel mondo della recitazione.

Pires si aggiunge così a una lista di ex calciatori che hanno deciso di reinventarsi dopo aver lasciato il campo. Resta da vedere se Melpomène rappresenterà soltanto una parentesi nella sua vita oppure l’inizio di un nuovo percorso artistico. Di certo, per l’ex stella dell’Arsenal, il debutto segna una svolta inattesa: dopo aver emozionato i tifosi con il pallone tra i piedi, ora è il momento di misurarsi con le sfide del grande schermo.


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.