Sembrava una fake news per quanto assurda ma in realtà è tutto vero: giornalista turco prelevato dalla polizia “per colpa” di Musiala. Tifosi increduli

musiala ala offensiva del bayern monaco

Sembrava una delle tante indiscrezioni di calciomercato destinate a durare qualche ora e invece è diventata una vicenda giudiziaria. Burhan Can Terzi, giornalista sportivo turco molto vicino alle vicende del Galatasaray, è stato fermato dalla polizia nell’ambito di un’indagine legata alle sue dichiarazioni sul presunto trasferimento di Jamal Musiala dal Bayern Monaco al club di Istanbul. La notizia, inizialmente apparsa quasi incredibile sui social, è stata riportata da diversi media turchi e internazionali.

Terzi aveva dato l’affare per fatto

Tutto nasce dalle dichiarazioni del giornalista sul possibile arrivo di Musiala al Galatasaray. Terzi aveva sostenuto con grande sicurezza che il club turco fosse riuscito a raggiungere un’intesa per il giocatore del Bayern Monaco, arrivando a prevedere anche il suo imminente arrivo in ritiro. La sua convinzione era tale da dichiarare pubblicamente di essere pronto a “metterci la faccia” sulla notizia.

La voce circolava già da tempo in Turchia, ma Terzi aveva scelto di rilanciarla con particolare decisione anche dopo le prime smentite. Successivamente il giornalista si era scusato con i tifosi per le aspettative create, continuando però a sostenere di aver ricevuto informazioni da fonti che riteneva attendibili.

Il Galatasaray aveva smentito tutto

Il Galatasaray aveva negato categoricamente che fosse stato raggiunto un accordo per Musiala, definendo false le indiscrezioni sul trasferimento e invitando i tifosi a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali della società.

Anche dal fronte tedesco erano arrivate smentite sulla possibilità di un trasferimento del talento tedesco a Istanbul. La ricostruzione del presunto accordo, dunque, non aveva trovato conferme ufficiali e il passaggio di Musiala al Galatasaray non si era concretizzato.

Perché il giornalista è stato fermato

La parte più sorprendente della storia riguarda però l’intervento della magistratura. Terzi è stato fermato su disposizione della Procura della Repubblica di Bakırköy, a Istanbul, nell’ambito di un’indagine per la presunta diffusione pubblica di informazioni fuorvianti. Il riferimento normativo è all’articolo 217/A del Codice penale turco.

Secondo le ricostruzioni diffuse dai media, il giornalista è stato accompagnato presso la Direzione della Sicurezza della Polizia di Istanbul per le formalità e per essere interrogato. Il caso ha immediatamente suscitato reazioni molto forti, soprattutto perché l’indagine nasce da una vicenda legata a una notizia di mercato calcistico.

Terzi è stato poi rilasciato

Un aggiornamento importante riguarda proprio la sua posizione giudiziaria. Terzi è stato successivamente rilasciato, dopo essere stato ascoltato dagli investigatori. Alcune ricostruzioni internazionali hanno riferito di una liberazione senza ulteriori restrizioni, mentre sui media e sui social turchi sono circolate informazioni differenti sulle eventuali misure adottate nei suoi confronti. Per questo, allo stato attuale, è più corretto parlare di fermo nell’ambito di un’indagine e di successiva liberazione, senza descrivere la vicenda come una condanna o una detenzione definitiva. Ciò nonostante l’evento non va assolutamente sminuito.

Una vicenda che divide l’opinione pubblica

Il caso ha acceso un enorme dibattito in Turchia. Da una parte c’è chi considera particolarmente grave il fatto che un giornalista abbia continuato a sostenere una notizia già smentita dal Galatasaray; dall’altra, numerosi commentatori ritengono sproporzionato l’intervento della magistratura per una vicenda nata da un’indiscrezione di calciomercato.

La discussione riguarda quindi non soltanto Musiala e il Galatasaray, ma anche i confini tra responsabilità giornalistica, diffusione di informazioni false e libertà di stampa. Proprio l’applicazione della normativa sulla diffusione di informazioni fuorvianti a una notizia di mercato calcistico ha trasformato quello che sembrava il classico tormentone estivo in uno dei casi più curiosi e controversi della sessione di trasferimenti del 2026.


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.