Luka Modrić è un centrocampista croato (classe 1985), considerato uno dei migliori interpreti del ruolo nella storia del calcio e vincitore del Pallone d'Oro nel 2018. Dopo una carriera leggendaria con il Real Madrid, nel 2025 si è trasferito all’AC Milan.
È un centrocampista creativo e intelligente, capace di controllare il ritmo di gioco con passaggi precisi di corto e lungo raggio e visione sopraffina. Eccelle nel controllo palla, nella lettura delle situazioni e nella gestione del gioco anche sotto pressione, costruendo azioni per i compagni o impostando dal basso.
Nonostante l’altezza contenuta, compensa con agilità, tecnica raffinata e resistenza; è stato spesso schierato anche come regista o mezzala a seconda delle esigenze tattiche.
Modrić è spesso lodato per la sua longevità ad altissimo livello, giocando da protagonista ben oltre i 35 anni. Oltre al calcio, ha interessi come la musica (suona la chitarra) e l’arte del disegno, attività che pratica nei momenti liberi. Ha indossato storicamente la maglia numero 14 anche in onore di Johan Cruyff, scelta ripetuta anche al Milan.
Nessuna distrazione, nessun cambio di programma dell’ultimo minuto può scalfire la corazzata Jannik Sinner. Sul prato verde più prestigioso del mondo, l’idolo del tennis italiano ha conquistato con totale autorità l’accesso alla finalissima di Wimbledon, liquidando il proprio avversario in tre set perfetti terminati con il punteggio speculare di 6-4, 6-4, 6-4. Una vittoria schiacciante che proietta l’altoatesino a un passo dalla storia, ma che arriva al termine di una giornata tormentata da accese discussioni extra-campo relative alla gestione del palinsesto orario.
Se sul campo Sinner ha imposto la legge del più forte senza concedere repliche, l’attenzione dei media nelle ultime ore si è concentrata sulla clamorosa rivelazione del perché sia stato modificato l’orario d’inizio della semifinale. Un mistero che ha trovato una risposta ufficiale, confermando le indiscrezioni che vedono lo sport della racchetta costretto a fare i conti con le logiche economiche di un altro gigante mondiale.
Svelato il motivo ufficiale: l’ombra del grande calcio su Wimbledon
Dietro lo spostamento della semifinale di Sinner non ci sono stati problemi di natura meteorologica – un classico nel clima instabile di Londra – né tantomeno contrattempi logistici legati ai match precedenti sul Campo Centrale. La realtà, emersa grazie ai dettagli forniti dall’agenzia Dire, è decisamente più commerciale: il cambio d’orario è stato imposto per evitare la contemporaneità con Spagna-Belgio..
Le emittenti televisive detentrici dei diritti e gli organizzatori dell’All England Club hanno dovuto cedere alle rigide regole del marketing televisivo. Con le fasi finali degli Europei di calcio in corso proprio in queste calde giornate del 2026, una sovrapposizione tra la semifinale di Wimbledon e una partita di cartello sul rettangolo verde avrebbe spaccato in due l’audience, danneggiando pesantemente gli ascolti e gli sponsor. Da qui la decisione strategica di anticipare l’ingresso in campo dei tennisti, permettendo a Sinner di completare la sua opera d’arte prima del fischio d’inizio sui campi di calcio.
Il triplo 6-4 che zittisce le polemiche
La rivelazione di questo intreccio tra tennis e pallone ha sollevato non poche polemiche tra i puristi di Wimbledon, contrari all’idea che il torneo più antico del mondo debba piegarsi ai palinsesti calcistici. Tuttavia, la risposta di Jannik Sinner è stata un capolavoro di freddezza. L’azzurro è sceso in campo con le idee chiarissime, piazzando un break chirurgico in apertura di ogni set e difendendo i propri turni di battuta con una solidità disarmante.
Il definitivo 6-4, 6-4, 6-4 certifica una superiorità schiacciante e permette a Jannik di preservare energie preziose in vista dell’ultimo atto di domenica. Il caso dell’orario modificato appartiene ormai alla cronaca della vigilia; ora l’unica cosa che conta per lo sport italiano è che Sinner è di nuovo in finale a Wimbledon, pronto a dimostrare che il suo tennis non teme rivali, nemmeno quando il calcio prova a rubargli la scena.










