L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ufficialmente approvato le linee guida per la commercializzazione dei diritti televisivi della Serie A relative al quinquennio compreso tra le stagioni 2029/30 e 2033/34. Il via libera dell’organo di vigilanza rappresenta un passaggio fondamentale per la Lega Calcio, consentendo ai vertici del massimo campionato italiano di iniziare a strutturare il prossimo bando di gara internazionale e domestico. Accanto al semaforo verde, tuttavia, l’Antitrust ha inviato un messaggio chiarissimo agli operatori del settore e alla governance del calcio: la necessità di interrompere il continuo rialzo dei prezzi a carico degli utenti finali. Le continue impennate delle tariffe mensili per seguire le sfide di campionato stanno infatti pesando in maniera insostenibile sui bilanci delle famiglie e degli appassionati.
Stop al monopolio: la ricetta per favorire la competizione e tagliare i prezzi
Per evitare la saturazione economica del mercato e tutelare la platea dei sostenitori, il Garante ritiene indispensabile la creazione di pacchetti d’offerta equilibrati e non esclusivi. La frammentazione o la combinazione rigida degli eventi calcistici sui diversi player attuali ha spesso costretto il pubblico a sottoscrivere abbonamenti multipli, generando costi complessivi sproporzionati per poter fruire del calendario completo della competizione. L’indicazione chiave fornita dall’Autorità spinge affinché le modalità di assegnazione consentano a più emittenti di concorrere equamente, rimuovendo clausole restrittive o vincoli di durata pluriennale privi di flessibilità. Solo un contesto concorrenziale aperto potrà spingere i broadcaster a formulare proposte commerciali vantaggiose e promozioni sottoscrivibili a prezzi contenibili.
Nuovi parametri di trasparenza in vista delle prossime aste televisive
L’intervento dell’Antitrust traccia così i contorni delle prossime sfide per i vertici di Via Rosellini, chiamati a bilanciare la ricerca di ricavi finanziari fondamentali per i club con la sostenibilità sociale del prodotto calcio. Tra le raccomandazioni figurano anche una maggiore nitidezza nei criteri di distribuzione e vincoli rigorosi nell’eventuale gestione diretta del canale di Lega. Se le emittenti e la Lega recepiscano le indicazioni della delibera, il nuovo ciclo dei diritti televisivi potrebbe finalmente segnare un’inversione di rotta, restituendo equilibrio all’accessibilità delle dirette sportive nel panorama nazionale.
