Nel calcio moderno, la linea di demarcazione tra la vita privata degli atleti e la loro esposizione mediatica sui social network si fa sempre più sottile e, talvolta, pericolosamente rischiosa. Ne sa qualcosa Wesley, difensore della Roma, finito al centro di un vero e proprio caso mediatico e di una ridda di polemiche a seguito della pubblicazione di una slide sul proprio profilo TikTok.
Nelle immagini condivise dal calciatore compaiono diversi beni di lusso esposti senza filtri: denaro contante in mazzette tenute insieme da elastici, un orologio di altissimo pregio, accessori preziosi e persino automobili con le targhe ben visibili. Un’esibizione che nel linguaggio della rete viene definita “flexare”, ovvero ostentare il proprio benessere economico, ma che ha immediatamente fatto scattare l’allarme tra i tifosi giallorossi e gli esperti di sicurezza.
Dall’orologio milionario ai rischi reali: l’ansia dei tifosi
Analizzando il contenuto della foto, la stima approssimativa del bottino virtualmente esposto è impressionante. Sul tavolo compaiono decine di mazzette di banconote da 50 euro — per un valore stimato tra i 40 e i 50 mila euro — posizionate a corredo di un monitor. Al centro spicca un cronografo con cassa d’oro, quadrante skeleton e cinturino nero, dalla forma rettangolare inconfondibile, straordinariamente simile a un modello Richard Mille il cui valore di mercato si aggira attorno ai 200 mila euro. Pubblicare una cosa del genere, mettendo la propria faccia e mostrando dettagli sensibili come le targhe delle auto o scorci della propria abitazione, espone i calciatori a rischi concreti.
Il precedente dei furti e la necessità di tutela della privacy
Il fenomeno dei furti nelle abitazioni dei calciatori — spesso depredate proprio mentre le squadre sono in trasferta o lontane per gli impegni ufficiali — è una piaga tristemente nota in Italia e in Europa. Sebbene una singola fotografia non renda automaticamente vulnerabile un atleta, l’accumulo di informazioni incrociate (luoghi riconoscibili, targhe, abitudini quotidiane e periodi di assenza) costituisce una mappa fin troppo dettagliata per i malintenzionati.
Non si tratta di una questione morale, poiché i guadagni dei giocatori sono legittimi ed è libero di disporne come preferisce, ma di una questione elementare di sicurezza personale. Mettere in piazza la propria vita privata equivale, in molti casi, a fornire un invito a nozze ai ladri.
