Antognoni non ci sarà alla festa del centenario della Fiorentina. Il figlio scrive una lettera al vetriolo a Commisso jr. I motivi di questa scelta e cosa sta succedendo

Giancarlo Antognoni non parteciperà alla festa del centenario della Fiorentina che si terrà il 26 Agosto. L'ex viola non ha mai digerito il trattamento riservatogli nel 2021 da Rocco Commisso e Joe Barone.

giancarlo antognoni ex club manager della fiorentina
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Il centenario della Fiorentina avrebbe dovuto essere soprattutto una grande festa per Firenze e per tutti i tifosi viola. Invece, a poche settimane dal grande appuntamento del 29 agosto 2026, la celebrazione dei 100 anni del club è diventata anche il teatro di una delle fratture più dolorose della storia recente della società: quella tra Giancarlo Antognoni e la famiglia Commisso.

L’“Unico 10”, simbolo assoluto della Fiorentina e uno dei giocatori più amati nella storia del calcio italiano, ha infatti confermato la sua intenzione di non partecipare alla festa del centenario. A rendere ancora più pesante la situazione è stata la lettera aperta pubblicata dal figlio Alessandro, indirizzata al presidente viola Giuseppe B. Commisso.

Antognoni non ci sarà al centenario della Fiorentina

La Fiorentina festeggerà ufficialmente i 100 anni dalla propria fondazione il 29 agosto 2026, data che ricorda la nascita del club nel 1926. Il programma delle celebrazioni prevede diversi appuntamenti e iniziative nel corso dell’estate, con una grande festa destinata a coinvolgere tifosi, ex calciatori e protagonisti della storia viola

Ma tra gli assenti rischia di esserci proprio l’uomo che, più di ogni altro, rappresenta l’identità della Fiorentina.

Giancarlo Antognoni ha infatti ribadito di non voler partecipare. Già a giugno aveva spiegato pubblicamente la propria posizione “Non mi hanno trattato bene”, aveva detto, spiegando che il problema era nato proprio con la gestione di Rocco Commisso.

Una scelta che ha lasciato amareggiati molti tifosi e che la società ha provato a modificare con un invito ufficiale.

Giuseppe Commisso prova a ricucire

Nel 2026 la situazione societaria della Fiorentina è cambiata profondamente. Rocco Commisso è scomparso il 16 gennaio negli Stati Uniti, dopo un prolungato periodo di cure, e pochi giorni dopo il figlio Giuseppe B. Commisso è stato nominato nuovo presidente del club.

Giuseppe ha raccolto quindi l’eredità del padre proprio nell’anno del centenario. E uno dei nodi più delicati che si è trovato a gestire è stato proprio il rapporto con Antognoni.

Nel tentativo di convincere la bandiera viola a partecipare alla celebrazione, Commisso ha rivolto pubblicamente un appello all’ex numero 10, definendolo una figura indissolubilmente legata alla Fiorentina e a Firenze.

Il presidente ha ricordato come Antognoni rappresenti talento, eleganza e fedeltà ai colori viola, sottolineando che il suo contributo alla Fiorentina non può essere misurato soltanto attraverso presenze, gol e trofei.

E proprio per convincerlo a tornare sui propri passi, la società ha anche annunciato l’intenzione di ritirare temporaneamente la maglia numero 10 per la stagione del centenario.

La risposta di Alessandro Antognoni

L’apertura della società, però, non è bastata.

A rispondere a Giuseppe Commisso è stato Alessandro Antognoni, con una lunga lettera aperta pubblicata sui social.

Il figlio della bandiera viola ha respinto con forza l’idea che la scelta del padre possa essere interpretata come un semplice capriccio. Il concetto espresso è molto chiaro: Giancarlo Antognoni non rinuncerebbe mai per leggerezza a una festa dedicata alla maglia per la quale ha dato tutto.

Secondo Alessandro, dietro l’assenza ci sarebbe invece un dolore molto più profondo.

Il punto, sostiene, non sarebbe dunque la volontà di voltare le spalle alla Fiorentina o ai tifosi. Al contrario, Antognoni continuerebbe a sentirsi profondamente legato a Firenze e alla maglia viola. Il problema sarebbe il rapporto con la società e con la proprietà.

“Non esserci è un dolore, ma lo è ancora di più calpestare i suoi valori”

Nella lettera, Alessandro Antognoni ha spiegato che il padre preferirebbe rinunciare alla celebrazione piuttosto che tradire quelli che considera i propri valori.

È questo il passaggio che rende ancora più delicata la vicenda.

Antognoni non sarebbe quindi contrario alla celebrazione del centenario in sé. Il suo legame con la Fiorentina rimane intatto, così come quello con i tifosi.

“Mi dicesti: Your father is number 1”

Nella lettera emerge anche un altro episodio personale che, secondo Alessandro, spiega la distanza creatasi nel corso degli anni.

Il figlio di Antognoni racconta di aver conosciuto Giuseppe Commisso circa sette anni fa in tribuna autorità. La prima frase che il presidente gli avrebbe rivolto sarebbe stata: «Your father is number 1».

Parole che, secondo Alessandro, non sarebbero però state seguite dai fatti.

Il figlio dell’ex capitano contesta infatti alla società di non aver mai coinvolto realmente Antognoni nella precedente esperienza da club manager (dal 2017 al 2021) e di non aver sfruttato la sua esperienza e la sua conoscenza del calcio.

La situazione, nella sua ricostruzione, sarebbe progressivamente peggiorata fino a trasformare quella che avrebbe dovuto essere una collaborazione tra la Fiorentina e una delle sue più grandi bandiere in una rottura definitiva.

Anche la maglia numero 10 divide

Particolarmente significativo è il passaggio dedicato alla decisione di sospendere temporaneamente l’utilizzo della numero 10.

L’iniziativa della società avrebbe dovuto rappresentare un grande riconoscimento nei confronti di Antognoni. Per Alessandro, però, non è sufficiente.

Anzi, il figlio della bandiera viola invita Commisso a non farlo, perché quella maglia rappresenta soprattutto il sogno di ogni bambino che comincia a giocare a calcio.

Il messaggio è netto: Giancarlo Antognoni non può essere utilizzato come una figura da chiamare in causa soltanto quando serve alla società.

La distanza tra le due parti, dunque, appare ancora molto ampia.

Da dove nasce la rottura tra Antognoni e la famiglia Commisso?

Per capire perché una festa che dovrebbe celebrare la storia della Fiorentina rischia di svolgersi senza la sua bandiera più rappresentativa, bisogna tornare al 2021.

È allora che il rapporto tra Antognoni e la gestione Commisso arrivò alla rottura. L’ex campione del mondo del 1982 venne sollevato dal ruolo di club manager della prima squadra e la Fiorentina gli propose un incarico legato al settore giovanile.

Antognoni rifiutò la proposta e raccontò pubblicamente il confronto avuto con Joe Barone, allora direttore generale della società e figura centrale della gestione di Rocco Commisso.

Antognoni descrisse quell’incontro come «terrificante» e caratterizzato da una «inaudita freddezza», sostenendo che gli fosse stato comunicato: “Ti tolgo la prima squadra, ti riduco l’ingaggio, ti mando al settore giovanile”. Raccontò inoltre di essere stato invitato a svuotare il proprio ufficio ancora prima dell’incontro con Barone.

La Fiorentina, dal canto suo, aveva sostenuto che il nuovo incarico nel settore giovanile fosse stato pensato proprio valorizzando le competenze di Antognoni nella scoperta e nella crescita dei giovani. La collaborazione, tuttavia, si interruppe definitivamente.

Da quel momento il rapporto tra Antognoni e la proprietà si è progressivamente deteriorato. La scomparsa di Rocco Commisso nel gennaio 2026 e il passaggio della presidenza al figlio Giuseppe non hanno cancellato quella frattura.

Ed è così che il centenario della Fiorentina, che avrebbe dovuto riunire tutte le generazioni della storia viola, rischia di essere ricordato anche per l’assenza dell’uomo che più di tutti incarna quella storia.

Per Firenze, Antognoni non è soltanto un ex calciatore. È l’immagine della maglia viola, il numero 10 per eccellenza e una delle figure che hanno reso la Fiorentina riconoscibile in Italia e nel mondo. E proprio per questo la sua eventuale assenza dalla festa del 29 agosto rappresenterebbe uno dei paradossi più grandi del centenario.


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.