Mattia Zaccagni è un esterno offensivo tecnico e creativo, apprezzato per il suo dribbling rapido, l’ottimo controllo di palla e la capacità di rientrare sul destro per creare superiorità numerica o andare al tiro. È un giocatore molto dinamico, abile nel muoversi tra le linee e nel servire assist, oltre a garantire sacrificio in fase difensiva.
A livello individuale ha raggiunto traguardi importanti, come la convocazione stabile in Nazionale italiana, con cui ha preso parte a competizioni internazionali di primo piano.
Curiosità: è diventato celebre per il gol decisivo contro la Croazia a EURO 2024, segnato nei minuti di recupero e valso la qualificazione dell’Italia. È inoltre molto legato alla sua città natale, Cesena, e al percorso di crescita fatto tra Serie B e Serie A prima dell’esplosione definitiva.
Il clima in casa Lazio si fa sempre più rovente e le ultime dichiarazioni del noto avvocato e procuratore sportivo Dario Canovi rischiano di agitare ulteriormente le acque nell’ambiente biancoceleste. Intervenuto ai microfoni della radio di Tuttomercatoweb.com nel corso del popolare programma Maracanà, Canovi ha analizzato senza filtri il momento del club capitolino, scagliandosi duramente contro la gestione del presidente Claudio Lotito. Nel mirino dell’agente sono finite sia le indiscrezioni sul possibile acquisto di una nuova società calcistica da parte del patron laziale, sia il delicatissimo futuro della panchina guidata da Gennaro Gattuso.
Il retroscena sulla Reggina: “Fa come ADL, rischia l’effetto Bari”
Le voci di un interessamento di Claudio Lotito per la Reggina hanno scatenato la reazione ironica e al contempo tagliente di Canovi. Il procuratore ha espresso una totale disapprovazione verso la multiproprietà nel calcio, tracciando un parallelismo immediato con la contestata gestione della famiglia De Laurentiis tra Napoli e Puglia:
“Lotito verso la Reggina? Mi viene da ridere. Farà come ADL (Aurelio De Laurentiis), tiene anche la Lazio, è un modo di fare sciocco. Io preferirei avere una Lazio in C, ossia la seconda squadra, per far maturare i giovani. Comprare un’altra squadra? Rischi di fargli fare la fine del Bari“.
Secondo Canovi, l’investimento su una seconda piazza importante rischierebbe solo di replicare le tensioni e le contestazioni già viste in altre piazze italiane, laddove una tifoseria si sente inevitabilmente “succursale” di un’altra.
Panchina bollente: perché Gattuso potrebbe dimettersi subito
Il secondo capitolo dell’attacco di Canovi si sposta sul fronte tecnico, dove il futuro di Gennaro Gattuso appare drammaticamente in bilico. Il procuratore non ha usato giri di parole, lasciando intendere che una clamorosa e tempestiva separazione tra l’allenatore calabrese e la Lazio sia uno scenario tutt’altro che remoto. Una rottura che, secondo Canovi, dipenderebbe direttamente dal modus operandi presidenziale.
“Conoscendo Gattuso, è capace di farlo”, ha sentenziato l’avvocato, riferendosi all’eventualità di un addio anticipato del tecnico. L’affondo successivo è un attacco diretto all’affidabilità di Lotito: “Me lo aspetto anche, perché Lotito è un esperto in promesse mancate. Non credo abbia potuto promettere tanto, ma anche quel poco credo non riuscirà a farlo”.
Un ambiente contro: la dura realtà in casa Lazio
A rendere la situazione insostenibile, oltre alle presunte promesse di mercato non mantenute, è il clima di forte contestazione che circonda la squadra e la dirigenza. Con una tifoseria in aperta rivolta e una tensione tangibile, lavorare diventa un’impresa complessa per chiunque. Canovi ha concluso il suo intervento sottolineando proprio questo aspetto psicologico e ambientale: “Avendo tutto l’ambiente contro, non credo che un allenatore abbia tanta voglia di allenare una squadra in questa condizione”. Le prossime ore saranno decisive per capire se le previsioni del procuratore si trasformeranno in realtà, aprendo una crisi ufficiale nel club biancoceleste.











