Carnevali all’assemblea dei soci: “La Juventus deve tornare a vincere”. Ma c’è chi attacca Elkann e invoca Del Piero

Giovanni Carnevali presenta il progetto di rilancio della Juventus: giovani, mercato, sostenibilità. Ma c'è chi attacca Elkann e invoca Del Piero

Giovanni Carnevali all'assemblea dei soci juventus
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La Juventus vuole tornare protagonista e il nuovo corso societario ha una missione ben precisa: riportare il club ai vertici del calcio italiano ed europeo. Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale bianconero, ha preso la parola durante l’assemblea degli azionisti di questa mattina, presentando le linee guida del progetto di rilancio.

Un intervento nel quale non sono mancate promesse di impegno e ambizione, ma anche il riconoscimento delle difficoltà attraversate dalla società negli ultimi anni. Tra gli interventi degli azionisti, inoltre, è emersa una richiesta destinata a far discutere: il ritorno di Alessandro Del Piero in una posizione di primo piano all’interno del club.

Carnevali: “La Juventus deve tornare a vincere”

Per Carnevali si è trattato della prima assemblea degli azionisti da amministratore delegato della Juventus. Il dirigente, arrivato da quattro mesi, ha raccontato di aver dedicato questo periodo allo studio della storia, dei valori e della struttura societaria bianconera. Un incarico impegnativo, ma che rappresenta anche una sfida stimolante.

Il nuovo ad non ha nascosto le difficoltà, come riferisce Gazzetta.it: “I risultati degli ultimi anni non sono positivi, ne sono cosciente“. Da qui la necessità di lavorare tutti nella stessa direzione, ritrovando entusiasmo e senso di appartenenza. L’obiettivo è costruire una società ambiziosa e una squadra capace di tornare a vincere, attraverso programmazione, competitività e continuità.

Carnevali ha inoltre illustrato il progetto sportivo, che dovrà coinvolgere prima squadra, Next Gen e settore giovanile. Tra le priorità figurano una maggiore valorizzazione dei giovani italiani e la creazione di una nuova area scouting, sviluppata insieme al direttore tecnico Massara e al direttore sportivo Ottolini.

Il bilancio in rosso e i paletti UEFA: non sarà una rivoluzione immediata

Le ambizioni sportive dovranno inevitabilmente confrontarsi con la situazione economica. L’assemblea è stata chiamata ad affrontare un bilancio 2025/26 chiuso con un passivo di circa 66 milioni di euro e un nuovo aumento di capitale fino a 250 milioni.

A complicare ulteriormente i piani ci sono i vincoli dell’accordo con la UEFA, che impongono attenzione nella gestione delle risorse e nelle operazioni di mercato. Carnevali ha assicurato massimo impegno e serietà, ma senza promettere interventi straordinari nell’immediato.

La strada individuata passa quindi da una crescita graduale, cercando di conciliare sostenibilità economica e competitività. Il dirigente vuole riportare la Juventus a essere una grande società, consapevole però che servirà tempo per completare il percorso.

Gli azionisti invocano Del Piero: “Di una figura così c’è bisogno”

La parte più interessante dell’assemblea è arrivata anche dagli interventi dei piccoli azionisti, alcuni dei quali hanno manifestato apertamente il desiderio di rivedere Alessandro Del Piero all’interno della dirigenza bianconera.

In particolare, un azionista ha definito auspicabile la prospettiva di Del Piero come presidente, sottolineando quanto la Juventus abbia bisogno di una figura capace di rappresentare la storia e l’identità del club. Un altro intervento ha rilanciato anche l’ipotesi di un ritorno di Pavel Nedved, chiedendo alla società di coinvolgere maggiormente le vecchie bandiere.

Non si tratta di una proposta ufficiale della dirigenza, ma di una richiesta emersa chiaramente dal confronto con la proprietà. Del Piero, del resto, continua a essere uno dei simboli più amati della storia juventina.

Il tema non è nuovo: già nelle scorse settimane Carnevali aveva definito le indiscrezioni su un possibile Del Piero presidente delle semplici “suggestioni da social“, precisando di non avere notizie concrete in merito.

L’attacco a Elkann: “Non ama la Juventus, servirebbe un Platini alla Boniperti”

Non sono mancati nemmeno gli attacchi diretti a John Elkann. Come riportato da Gazzetta.it, un azionista ha criticato duramente l’operato della proprietà, puntando il dito contro cinque anni di investimenti e decisioni ritenuti sbagliati. Elkann è stato definito un “azionista silenzioso“, accusato di aver affidato la Juventus a persone non all’altezza e di non aver difeso adeguatamente il club nelle sedi opportune.

Particolarmente duro il giudizio sul rapporto con la società: “Se uno la sopporta come un soprammobile di famiglia, la affida alle persone sbagliate e non la difende nelle sedi opportune, non la ama”.

Nel suo intervento è stato inoltre evocato il passato della gestione Andrea Agnelli e Antonio Giraudo, con la richiesta di una figura carismatica capace di restituire identità e ambizione alla Juventus: “Servirebbe un Michel Platini alla Boniperti“. O, appunto, un Del Piero…