Wenger indica i sei talenti classe 2008 da tenere d’occhio: ci sono anche due italiani

Wenger accende i riflettori su sei giovani promesse classe 2008: tra i profili segnalati ci sono anche due talenti italiani già protagonisti nei rispettivi club.

Due italiani tra i talenti 2008 indicati da Wenger
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Arsène Wenger guarda al futuro del calcio e individua alcuni dei prospetti più interessanti della generazione nata nel 2008. E nella ristretta selezione compaiono (per fortuna, viene da dire), anche due giovani italiani: Andrea Luongo e Samuele Inácio, protagonisti di percorsi diversi ma accomunati da un potenziale che ha già attirato l’attenzione degli addetti ai lavori.

Wenger e lo sguardo rivolto ai talenti del futuro

Il nome di Wenger continua a essere particolarmente autorevole quando si parla di valorizzazione dei giovani. L’ex allenatore dell’Arsenal, oggi impegnato con la FIFA nello sviluppo globale del calcio, ha più volte sottolineato l’importanza di individuare e accompagnare i talenti durante il loro percorso di crescita.

La selezione dei sei classe 2008 rappresenta un nuovo spunto per osservare da vicino una generazione che inizia ad affacciarsi al calcio professionistico. Tra i profili segnalati figurano due ragazzi italiani, già capaci di mettersi in evidenza nei rispettivi contesti.

Andrea Luongo, il Torino ha già puntato su di lui

Il primo è Andrea Luongo, nato a Napoli il 16 febbraio 2008 e cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Torino. Il centrocampista ha mosso i primi passi alla Gioventù Partenope, prima di passare alla Peluso Academy e approdare nel settembre 2023 nel vivaio granata.

Il suo percorso è stato caratterizzato da una crescita costante: dopo le esperienze con Under 17 e Primavera, Luongo è arrivato fino alla prima squadra. Il Torino gli ha assegnato la maglia numero 79 e il suo profilo ufficiale lo inserisce nella rosa della stagione 2026/27. In campionato ha già raccolto le prime presenze, un passaggio significativo per un ragazzo della sua età.

Anche con le selezioni giovanili azzurre ha lasciato il segno. Nel marzo 2025, con l’Italia Under 17, ha realizzato il gol decisivo nella vittoria per 1-0 contro la Slovacchia, confermando le qualità che lo avevano portato all’attenzione degli osservatori.

Samuele Inácio, dal vivaio dell’Atalanta al Borussia Dortmund

L’altro nome italiano, sicuramente più “famoso”, è quello di Samuele Inácio, nato a Bergamo il 2 aprile 2008 e figlio dell’ex calciatore brasiliano Piá. Dopo aver trascorso dieci stagioni nel settore giovanile dell’Atalanta, nel 2024 ha scelto di trasferirsi in Germania per entrare nel vivaio del Borussia Dortmund.

Una scelta che si è rivelata importante per la sua crescita. Il club tedesco gli ha permesso di confrontarsi rapidamente con un ambiente di alto livello, fino alla promozione nel gruppo della prima squadra. Inácio è un fantasista offensivo, capace di abbinare tecnica, dribbling e capacità di incidere negli ultimi metri.

Con la Nazionale italiana ha avuto un ruolo da protagonista anche al Mondiale Under 17 del 2025. Il gol contro il Qatar, nella gara d’esordio vinta 1-0 dagli Azzurrini, gli è valso il premio di migliore in campo assegnato dalla FIFA. Già convocato da Mancini, deve ancora fare il suo esordio con i grandi, esordio che potrebbe arrivare anche nei prossimi impegni degli Azzurri.

Due percorsi diversi, una generazione da seguire

Luongo e Inácio rappresentano due strade differenti verso il calcio dei grandi: il primo sta cercando spazio nel club che lo ha formato, il secondo ha scelto un’esperienza internazionale per accelerare la propria maturazione. Entrambi, però, hanno già raggiunto traguardi importanti per la loro età.

La loro presenza tra i giovani profili indicati nella selezione attribuita a Wenger accende ulteriormente i riflettori sulla classe 2008 italiana. Il percorso è ancora lungo e il talento, da solo, non garantisce una carriera ai massimi livelli. Ma i primi segnali sono incoraggianti.

Chi sono gli altri quattro 2008 da tenere d’occhio

A completare la selezione ci sono altri quattro prospetti internazionali. L’argentino Santiago Espindola, centrocampista del River Plate, e l’austriaco Johannes Moser, esterno offensivo del Salisburgo, rappresentano due profili interessanti per qualità tecniche e capacità di incidere nella fase offensiva.

Spazio anche a Ifeanyi Ndukwe, difensore austriaco di proprietà del Liverpool e attualmente in prestito al Levante, e a Vasilije Markovic, centrocampista dell’Austria Vienna. Quattro giovani che, insieme ai due italiani, compongono una lista di nomi da seguire con attenzione in vista dei prossimi anni.