Il clima di tensione registrato in occasione della sfida di campionato disputata allo Stadio Giuseppe Sinigaglia tra il Como e il Venezia si è trasformato in un caso istituzionale e d’immagine per la società lariana. Nel corso del match di Serie A, caratterizzato da momenti di forte agonismo e dalla revoca di un calcio di rigore in favore dei lagunari tramite l’ausilio del VAR, dagli spalti si sono levati insulti e frasi inaccettabili nei confronti della direttrice di gara Maria Sole Ferrieri Caputi. Di fronte alla gravità dei cori a sfondo discriminatorio, la risposta della dirigenza non si è fatta attendere. Con una nota ufficiale diramata all’agenzia di stampa LaPresse, il club lombardo ha voluto sgombrare il campo da ogni equivoco, condannando fermamente l’accaduto e ribadendo la totale incompatibilità di tali comportamenti con la propria identità sportiva e culturale.
I valori del club e la promessa di tolleranza zero per il futuro
Nel comunicato diramato ai media, la società ha sottolineato con forza la linea della tolleranza zero, evidenziando come simili episodi danneggino profondamente la reputazione dell’intera istituzione: “Il Como prende fermamente le distanze dalle frasi e dagli atteggiamenti sessisti uditi durante la gara con il Venezia, comportamenti inaccettabili che non rispecchiano i valori del Club e che ne danneggiano l’immagine”. L’intervento della dirigenza va oltre la semplice condanna verbale, tracciando una linea d’azione concreta per blindare l’impianto e isolare i responsabili. La società ha infatti confermato che farà tutto quanto nelle proprie possibilità per evitare che episodi di questo genere si ripetano in futuro, lavorando a stretto contatto con la sicurezza e le autorità competenti per identificare i soggetti resi protagonisti di queste derive verbali e impedire loro l’accesso allo stadio.
I precedenti e l’impegno costante per la tutela dell’etica sportiva
La questione del comportamento della tifoseria e degli ospiti presenti nei settori più esclusivi dell’impianto rappresenta un tema di particolare attenzione per la proprietà del Como. Non si tratta infatti della prima occasione in cui la dirigenza si trova costretta a intervenire pubblicamente per prendere le distanze da condotte irriguardose o offensive. Già nel corso della passata stagione, in seguito alla delicata sfida di campionato disputata ad aprile contro l’Inter, il presidente dei lombardi Mirwan Suwarso aveva scelto la via della trasparenza e della responsabilità diretta, affidando a un post pubblicato sul proprio profilo Instagram le scuse ufficiali per i comportamenti sopra le righe di alcuni tifosi presenti in tribuna d’onore, i quali avevano rivolto insulti ai dirigenti nerazzurri. Con questa nuova e severa presa di posizione, il Como intende riaffermare con fermezza che il rispetto per gli ufficiali di gara, gli avversari e le istituzioni calcistiche rappresenta un pilastro non negoziabile per la crescita del progetto sportivo lariano.
