Gasperini: “Mancini era penalizzato dall’atteggiamento. Ho cercato di farlo cambiare”

Ospite del Festival dello Sport, a Trento, Gasperini ha fatto il punto sulla sua Roma e sulla crescita di Gianluca Mancini

Gian Piero Gasperini, seconda stagione alla Roma
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Reduce da un’annata conclusa con il terzo posto in classifica e il ritorno in Champions League dopo sette anni, la Roma di Gian Piero Gasperini ha cominciato la nuova stagione nel migliore dei modi, con quattro vittorie nelle prime quattro partite di campionato, a cui ha fatto seguito il pareggio dell’Olimpico (2-2) contro l’Inter. Intervenuto al Festival dello Sport di Trento, organizzato dalla Gazzetta dello Sport, il tecnico ha analizzato il suo impatto in giallorosso svelando, poi, un retroscena su Gianluca Mancini.

Gasperini: “Così è nata la mia Roma”

“Com’è nata la mia Roma? Per me era una nuova realtà e anche i giocatori si sono presentati al meglio. L’obiettivo era mettere delle fondamenta nuove, basate su concetti di gioco chiari, che erano diversi ma che i giocatori si aspettavano. Il primo concetto è stato quello di andare a prendere la palla e non aspettare l’avversario: tutto è partito da lì”.

“Mancini ha cambiato atteggiamento”

“Ho una difesa di gladiatori, una delle migliori in Europa: Hermoso ha avuto un’esperienza non positiva l’anno precedente ma in Europa è stato il simbolo di certe caratteristiche, ha grinta e grande tecnica. Mancini l’ho allenato giovanissimo all’Atalanta e lo conoscevo già, mi chiedevo perché fosse così antipatico agli avversari. Ho parlato con lui e ho cercato di fargli cambiare atteggiamento, cosa che probabilmente lo penalizzava. Non era possibile che in tanti anni non fosse andato in Nazionale: ha lavorato sui suoi comportamenti, ha fatto una stagione fantastica ed tornato in azzurro”.


Stefano Ferrera

Stefano Ferrera

Redattore

Redattore sportivo presso Chiamarsi Bomber, specializzato nella copertura quotidiana e nell'analisi tecnica di Juventus, Milan e Inter. Segue con attenzione costante le dinamiche di campo, le trattative di mercato e gli sviluppi societari dei tre top club italiani. Grazie a un monitoraggio capillare delle fonti ufficiali e a una profonda conoscenza degli ambienti di Torino e Milano, Stefano trasforma i fatti salienti del calcio in narrazioni chiare, tempestive e approfondite per la community.