Il nuovo assetto societario voluto da Gerry Cardinale per il Milan continua a sollevare forti perplessità tra gli addetti ai lavori e sulla stampa nazionale. La scelta di importare in Italia una struttura dirigenziale ispirata al “modello Liverpool”, basata su promozioni interne, l’assenza di un vero direttore tecnico esperto e un massiccio ricorso agli algoritmi, viene duramente criticata per la sua vulnerabilità rispetto alle dinamiche tradizionali del nostro calcio. E il quotidiano Libero, di fatto, fa a pezzi la scelta di Cardinale e soci.
Il vuoto di potere e la bocciatura del modello teorico
La transizione verso questa gestione “all-American” evidenzia una profonda carenza di figure di campo con una reale competenza calcistica italiana all’interno del club. L’addio ai dirigenti più esperti ha lasciato un vuoto decisionale che la sola presenza di Zlatan Ibrahimovic e la promozione di figure contabili non sembrano poter colmare. Questa impostazione puramente aziendale rischia di scollarsi dalla complessa realtà delle trattative di Serie A, trasformando un progetto teoricamente innovativo in una struttura fragile e facilmente influenzabile dall’esterno.
Il fattore Jorge Mendes e il rischio di un controllo esterno
A lanciare l’allarme più pesante è l’ombra di Jorge Mendes, il potente super-agente portoghese che potrebbe muoversi con estrema facilità in questo scenario di transizione rossonera. La presenza in panchina del tecnico Ruben Amorim, storicamente molto vicino alla galassia di Mendes, unita alla mancanza di un direttore sportivo di forte personalità sul mercato, crea la situazione ideale per l’insinuarsi del procuratore nelle scelte strategiche del club. Senza una barriera societaria di stampo tradizionale, il rischio concreto è che il Milan possa subire passivamente le geometrie e gli interessi di mercato dell’agente luistano.
Le incognite sul mercato estivo rossonero
Con una valutazione tecnica delegata ai dati e alle promozioni interne, le prossime settimane di calciomercato rischiano di trasformarsi in un terreno scivoloso per i colori rossoneri. La necessità di coprire i mancati ricavi e di ricostruire la rosa impone scelte rapide e precise, ma l’assenza di una guida esperta potrebbe costringere il Milan a dipendere eccessivamente da canali di intermediazione esterni. I tifosi osservano con apprensione questa scommessa societaria, consapevoli che il confine tra un’innovazione vincente e una pericolosa perdita di controllo della rosa non è mai stato così sottile.











