Milan, il retroscena svelato da Giroud: “Mi sono sentito molto piccolo”

Dal ritiro della nazionale francese, l'ex Arsenal ha parlato del presente e del futuro in rossonero, svelando poi un curioso retroscena.

Olivier Giroud Milan
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Sabato 25 settembre, dopo la sosta per le Nazionali, ripartirà la Serie A: momento delicato in casa Milan, reduce da due pareggi e due sconfitte nelel ultime quattro gare di campionato. In vista del match contro la Fiorentina, i rossoneri dovranno fare a meno di Olivier Giroud, squalificato per due giornate dopo le accese proteste di Lecce. Dal ritiro della nazionale francese, l’ex Arsenal ha parlato del presente e del futuro al Milan, svelando poi un curioso retroscena.

Giroud: “Non sono eterno”

Non sono eterno – ha riferito Giroud ai microfoni de Le Journal du Dimanche – ma finché il fisico mi permette di giocare non voglio pormi limiti, ho ancora voglia di divertirmi”. Quindi, sul futuro: “Mi piacerebbe restare al Milan, andrò in scadenza a giugno e non ho ancora parlato con il club, ma credo di poter dare ancora una mano”.

“Mi sono sentito piccolo”

In merito al presente in rossonero, Giroud non ha dubbbi: “Voglio fare una grande stagione e vincere la seconda stella, non sarà facile ma ci crediamo. Inoltre vogliamo fare bene anche in Champions, in quelle notti a San Siro c’è un’atmosfera speciale”. Nel corso dell’intervista, il francese è poi tornato sui minuti finali di Genoa-Milan, quando si è trovato a dover giocare in porta dopo l’espulsione di Maignan: “Eravamo in due a potere andare, io e Pulisic, così lo staff mi disse: <Vai, metti i guanti>. Quando hanno battuto il calcio di punizione al limite dell’area mi sono sentito molto piccolo. In quei momenti ti senti vulnerabile. Mi hanno fatto una cornice con la foto, la targa e la data della partita. Un bel ricordo che rimarrà dentro di me”.

 


Stefano Ferrera

Stefano Ferrera

Redattore

Redattore sportivo presso Chiamarsi Bomber, specializzato nella copertura quotidiana e nell'analisi tecnica di Juventus, Milan e Inter. Segue con attenzione costante le dinamiche di campo, le trattative di mercato e gli sviluppi societari dei tre top club italiani. Grazie a un monitoraggio capillare delle fonti ufficiali e a una profonda conoscenza degli ambienti di Torino e Milano, Stefano trasforma i fatti salienti del calcio in narrazioni chiare, tempestive e approfondite per la community.