Giovanni Di Lorenzo è un difensore italiano che ha saputo imporsi tra i migliori terzini destri del nostro calcio grazie a equilibrio, duttilità e intelligenza tattica. Cresciuto nel settore giovanile, ha trovato la consacrazione con la maglia del Napoli, dove è diventato titolare fisso per la sua capacità di abbinare solidità difensiva a una propensione alla spinta offensiva. Sa gestire bene i tempi delle sovrapposizioni, proporre cross calibrati e partecipare alla costruzione del gioco senza perdere la concentrazione in fase di copertura. È un giocatore concreto, con senso della posizione e grande affidabilità in partite di grande intensità.
Nel corso della sua carriera ha vinto il campionato italiano con il Napoli, conquistando uno Scudetto storico per il club, e ha raccolto altri successi nazionali tra cui una Coppa Italia, segnando pagine importanti della storia recente della squadra partenopea. A livello internazionale con la nazionale italiana è stato protagonista delle qualificazioni e ha contribuito alla vittoria di prestigiose competizioni, consolidando il suo ruolo in azzurro.
Tra le curiosità, Di Lorenzo è noto per essere un leader silenzioso, spesso capitano in campo per la sua personalità e per la dedizione al ruolo. In ottica fantacalcio è un difensore che può garantire presenze e buone medie voto, soprattutto per chi apprezza terzini con propensione offensiva e partecipazione al gioco.
Non c’è pace per l’Associazione Italiana Arbitri (AIA). Dopo un’annata segnata dalle ombre delle partite pilotate tramite le *bussate* alla sala VAR di Lissone e dall’inibizione di 13 mesi per il presidente Antonio Zappi, ecco che scoppia un nuovo caso che rischia di terremotare ulteriormente il mondo arbitrale italiano. Siamo di fronte a una vera e propria bomba che riguarda la classifica dei fischietti e i voti attribuiti dagli osservatori, i quali potrebbero aver influito sulle conferme o le dismissioni a fine stagione. Ma come è scoppiata questa nuova scintilla?
L’esposto di Guido Alfonsi
Tutto parte da un esposto del presidente della Sezione AIA dell’Aquila, Guido Alfonsi. Questo è stato inviato alla Procura Federale e al pubblico ministero Maurizio Ascione, già impegnato in un’inchiesta presso la Procura di Milano che vede tra gli indagati l’ex designatore Gianluca Rocchi. Alfonsi ha messo in evidenza alcune anomalie legate alla dismissione dell’arbitro aquilano Federico Dionisi. Questo ha immediatamente portato all’apertura di un fascicolo da parte della procura della Federcalcio, diretta da Giuseppe Chiné.
Le contestazioni agli osservatori
Il cuore del problema starebbe nella presunta irregolarità nella designazione degli osservatori, inviati dall’AIA sui campi di Serie A e B per valutare le prestazioni degli arbitri. È attraverso queste valutazioni che, a fine stagione, si determina chi resta e chi invece viene dismesso. In particolare, Alfonsi ha chiesto di verificare le motivazioni dietro il cambio di osservatore per la partita Lazio-Pisa, arbitrata da Maria Sole Ferrieri Caputi di Livorno. L’osservatore previsto era Andrea Antonelli di Verona, poi spostato a Napoli-Udinese insieme a Sandro Rossomando, che invece avrebbe dovuto essere al Maradona.
Il voto incriminato
La valutazione di Sandro Rossomando per la performance di Ferrieri Caputi nella partita Lazio-Pisa è stata di 8.40, un punteggio insufficiente. Questo avrebbe portato Ferrieri Caputi fuori dalle prime 25 posizioni della classifica stagionale, scatenando un effetto *domino*: Dionisi sarebbe stato dismesso, mentre Antonio Rapuano potrebbe essere stato salvato grazie a queste dinamiche, nonostante la sua posizione in classifica fosse a rischio.
Il meccanismo delle dismissioni
Ogni anno l’AIA dismette cinque arbitri. Quest’anno, al termine della stagione, tre arbitri – Rosario Abisso, Marco Piccinini, e Ivano Pezzuto – che hanno oltrepassato il decennio in Can, sono fuori dalla top 25 e pertanto dismessi. Gli altri due, secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, sono gli ultimi nella graduatoria: il 41esimo (Federico Dionisi) e il 42esimo (Luca Massimi). Se Ferrieri Caputi avesse ricevuto un voto più alto, sarebbe stata 25ª, mettendo Rapuano fuori dai giochi e risparmiando Dionisi.
Le conseguenze e gli sviluppi futuri
La palla ora passa al procuratore Chiné, che dovrà valutare il da farsi, anche alla luce delle testimonianze che intende raccogliere dai coinvolti. Tra questi ci sarà quasi certamente anche il designatore ad interim Dino Tommasi, chiamato a gestire una situazione del tutto intricata. Vedremo se questa nuova bufera porterà ad ulteriori sconvolgimenti nel già turbolento mondo degli arbitri italiani.










