Nico Paz è un centrocampista offensivo di grande talento, apprezzato per la qualità tecnica e la naturalezza con cui interpreta il gioco tra le linee. Mancino elegante, possiede un controllo di palla raffinato, ottima visione di gioco e una notevole capacità di calciare da fuori area, caratteristiche che lo rendono pericoloso sia come rifinitore sia come finalizzatore. È abile nel muoversi tra centrocampo e attacco, mostrando personalità anche in contesti di alto livello.
Cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid, ha completato il suo percorso nella cantéra fino ad arrivare alla prima squadra, con cui ha esordito nelle competizioni maggiori, togliendosi anche la soddisfazione di segnare in Champions League. Nel suo giovane palmarès figurano titoli nazionali vinti con il club madrileno, maturati all’interno di una rosa di altissimo livello.
Una curiosità riguarda la sua identità calcistica internazionale: nato in Spagna ma di origini argentine, ha scelto di rappresentare l’Argentina, seguendo anche l’eredità familiare e confermando un legame forte con la tradizione calcistica sudamericana.
Il calciomercato del Como entra nel vivo, sospinto non solo dalle grandi ambizioni della proprietà ma anche dalla necessità di programmare con estrema precisione le rotazioni in vista del debutto continentale. La dirigenza lariana si trova infatti a dover gestire la complessa situazione legata a Nico Paz. Il fuoriclasse argentino, classe 2004, è reduce da una stagione straordinaria in riva al lago che ha attirato l’attenzione delle maggiori big europee, Inter in testa.
Sullo sfondo, però, pende la decisione definitiva del Real Madrid, che vanta un diritto di recompra da circa 9-10 milioni di euro e valuta se riportarlo subito alla base per poi, eventualmente, rivenderlo a cifre quadruplicate. Di fronte a questo scenario, l’allenatore Cesc Fabregas e la dirigenza biancazzurra non vogliono farsi trovare impreparati e hanno iniziato a sondare i profili per la sua sostituzione.
Mattia Liberali: l’occasione da 6 milioni di euro
Il primo nome cerchiato in rosso sul taccuino degli uomini di mercato del Como è quello di Mattia Liberali. Il trequartista, cresciuto nel settore giovanile del Milan, ha vissuto una stagione da assoluto protagonista in Serie B con la maglia del Catanzaro, dove ha mostrato lampi di classe purissima e una maturità tecnica superiore alla media per la sua età.
Liberali rappresenta un’opportunità di mercato estremamente ghiotta: nel suo contratto è presente una clausola rescissoria da 6 milioni di euro, una cifra ampiamente alla portata delle casse del Como. Il ragazzo piace da tempo alla dirigenza e le sue caratteristiche tecniche si sposerebbero alla perfezione con il calcio fluido, associativo e offensivo predicato da Fabregas.
Il sogno Antonio Vergara: il muro del Napoli e la super valutazione
Se la pista Liberali appare lineare dal punto di vista economico, molto più complessa e dispendiosa si preannuncia la strada che porta ad Antonio Vergara. Di proprietà del Napoli, il fantasista si è guadagnato la stima totale del club partenopeo, che non ha alcuna intenzione di privarsene a cuor leggero.
I campani, anzi, stanno spingendo per proporgli un adeguamento con rinnovo di contratto proprio per blindarlo dalle sirene esterne. La valutazione fissata dal Napoli è da capogiro: si parla di circa 30 milioni di euro. Il Como osserva la situazione, consapevole che per strappare Vergara a Conte servirà un’offerta fuori mercato, ma il profilo del giocatore rimane in cima alla lista dei desideri per qualità e capacità di spaccare le partite.
Strategia azzurra per la lista Champions 2026/2027
La scelta di virare con decisione su profili come Liberali e Vergara non è affatto casuale, ma risponde a una precisa ed intelligente strategia societaria. Il Como deve infatti costruire una rosa competitiva ma rigidamente vincolata ai regolamenti UEFA per la lista Champions della stagione 2026/2027.
Per poter iscrivere il numero massimo di calciatori senza penalizzazioni, il club ha la stringente necessità di inserire elementi cresciuti nei vivai nazionali (i cosiddetti “homegrown”). Acquistare giovani italiani di grande prospettiva permette al Como di raggiungere un doppio obiettivo: assicurarsi il talento ideale per sostituire la fantasia di Nico Paz e, contemporaneamente, blindare i requisiti burocratici per l’Europa che verrà.








