Un addio già assodato, ma ancora prigioniero della burocrazia. La storia tra Alessio Romagnoli e la Lazio si è virtualmente conclusa lo scorso 2 luglio, quando il difensore ha affidato ai social un saluto commosso a una tifoseria che lo ha calcisticamente cresciuto e poi riabbracciato: “Dopo quattro anni lascio questo club. Ci rivedremo presto sugli spalti”. Accordo raggiunto per il trasferimento all’Al-Sadd per 3 mlioni di euro.
Romagnoli-Al Sadd, trasferimento bloccato
Da quel momento, però, la valigia del classe ’95 è rimasta sul letto, pronta ma mai chiusa. Il suo trasferimento all’Al-Sadd, che sembrava una pura formalità, si è trasformato in uno scenario scandito da problemi burocratici e non solo.
A rallentare la fumata bianca è stata una serie di fattori. Il primo scoglio, non ancora del tutto superato, è di natura fiscale. A questo si è aggiunto il ribaltone in panchina del club qatariota: l’addio di Roberto Mancini e l’arrivo del nuovo tecnico Razvan Lucescu hanno imposto un congelamento temporaneo per ridefinire le strategie di mercato, anche se l’allenatore rumeno avrebbe già dato il suo totale gradimento all’arrivo di Romagnoli. Successivamente, il lutto nazionale in Qatar per la scomparsa dell’ex emiro Hamad Bin Khalaifi Al Thani ha paralizzato le attività istituzionali e amministrative del Paese, dilatando ulteriormente i tempi.
Prossime 72 ore decisive
Dall’entourage del giocatore continua comunque a filtrare ottimismo. Romagnoli è convinto che l’affare andrà in porto e che si tratti solo di una questione di tempo. La giornata di ieri doveva essere quella della svolta, ma la scadenza è slittata: il club capitolino e l’entourage del difensore hanno fissato un nuovo ultimatum. Le prossime 72 ore saranno quelle decisive, dentro o fuori.








