Moscardelli: “Diamanti? Giocatore che si ‘odia’. A Bologna ero tra i meno pagati”. Poi torna sul dissing con Bastoni

Chiamarsi Bomber ha fatto quattro chiacchiere con Davide Moscardelli. Tanti spunti interessanti, tra la sua carriera in campo e quella sui social, con la Roma nel cuore

moscardelli intervista CB

Chiamarsi Bomber ha avuto il piacere di fare una bella chiacchierata con Davide Moscardelli, ex attaccante di Serie A, attualmente impegnato nella famigerata Kings League, e ormai volto noto e riconosciuto del mondo social. La sua iconica barba ha ispirato il logo stesso di Chiamarsi Bomber, ed è inevitabile che la community sia molto legata  al centravanti tifosissimo della Roma. Fabrizio Piepoli e Riccardo Russo hanno posto una serie di interessanti domande al bomber per antonomasia, che ha risposto come sempre con grande sincerità e schiettezza, ma anche con una buona dose di ironia.ù

Ciao Davide cosa fai oggi? Giochi ancora con Totti a calciotto?

No, con Totti a calciotto non gioco più. Adesso mi sto dedicando agli allenamenti individuali per i ragazzi, e l’estate faccio un camp fuori Roma sempre per ragazzi, per una settimana li porto lontano dai genitori, senza telefoni. Sono sempre nel mondo del calcio quindi, ma da un’altra parte. Mi diverto, mi piace. 

moscardelli e totti

Davide Moscardelli con il suo idolo Francesco Totti

Tu conosci bene Aquilani che a Catanzaro ha fatto vedere grandi cose, pensi che sia pronto per il salto in una big di Serie A?

Bella domanda…questo sarà il tempo a dirlo. Io l’ho seguito, ha fatto una bella stagione. Aveva già avuto altre esperienze ma questo di sicuro è stato l’anno in cui ha fatto meglio, potrebbe essere il trampolino di lancio per cercare di puntare a qualcosa più in alto. Quando l’ho conosciuto (alla Triestina ndr) era un “ragazzetto”, aveva 19 anni, ma ha fatto subito vedere le sue qualità. Noi eravamo già in ritiro, lui era arrivato una settimana dopo perché era impegnato con la Nazionale Under 19: nei primi 5′ di allenamento si è visto subito che aveva delle qualità importanti.

A proposito di allenatori: Pioli è stato un tuo mentore. Cosa ne pensi della sua stagione alla Fiorentina? Cosa non ha funzionato?

Da fuori è sempre difficile dare un giudizio, soprattutto non conoscendo le dinamiche interne. Io ho sempre detto che Pioli è stato l’allenatore con cui mi sono trovato meglio, anche perché è stato quello con cui ho lavorato di più con più squadre e in diverse serie, sia in B che in A. Alla Fiorentina è stata un’annata partita male e finita male, le motivazioni possono essere tante e non mi posso sbilanciare, ma di sicuro ci sono state delle difficoltà. 

Da Firenze a Genova: De Rossi ha salvato il Genoa. Pensi che alla Roma non gli sia stato dato tempo? Ora è pronto per una big?

Con De Rossi alla Roma è successo qualcosa di strano, nessuno voleva andasse via, soprattutto i romanisti. Poi si sono visti i risultati, perché con Juric la squadra non è andata benissimo, per essere buoni… Per quello che ha dato alla Roma, anche come persona, è stato un dispiacere. Io e tutti i romanisti siamo contenti che ora stia facendo bene, poi in futuro chissà che non possa tornare, anche lui l’ha detto. Se gli serve ancora esperienza prima di tornare alla Roma o andare in un top club? Forse, ma non è detto, ci sono stati anche allenatori che sono partiti subito forte in squadre importanti. Credo ora De Rossi rimarrà un altro anno a Genoa, se dovesse fare ancora meglio sono sicuro che arriveranno opportunità importanti.

La storia della barba è nata nell’inverno del trasferimento a Bologna. Tutto per una scommessa. Ce la racconti bene? Immaginavi che saresti diventato un personaggio social?

A me non piaceva fare la barba tutti i giorni, e ogni tanto la lasciavo crescere un po’ di più. L’ultimo periodo al Chievo c’era la possibilità di andare al Bologna nel mercato di gennaio, ma la trattativa non si sbloccava. E allora ho detto ‘Ok, non mi taglio la barba finché non riesco ad andare a Bologna’. il problema fu che ci andai l’ultimo giorno di mercato, per cui la barba era cresciuta abbastanza… Il direttore del Bologna aveva sentito questa dichiarazione e mi aveva detto di tagliarla prima del debutto, l’ho tagliata e tutti mi hanno chiesto il motivo di questo taglio. Ho spiegato che si trattava solo di un fioretto, e poi ho cominciato a farla crescere, da lì è partito tutto. Non pensavo mi avrebbe reso “personaggio”, anche se credo non sia stata solo la barba, la gente ha anche visto che nonostante fossi diventato un calciatore di Serie A ero rimasto sempre lo stesso ragazzo, ero rimasto me stesso. Queste due cose insieme hanno sicuramente aiutato.

davide moscadelli con la maglia del bologna

Davide Moscardelli con la maglia del Bologna | imago sportfotodienst / AFLOSPORT

Al Bologna hai giocato con Diamanti: sanno tutti che è un personaggio vulcanico. Raccontaci qualche aneddoto

Non si può (ride ndr). Il periodo a Bologna, soprattutto il secondo anno in cui siamo retrocessi, non è andato benissimo, poi lui era andato via a gennaio, quindi non c’era tanto spazio per divertirsi. Di sicuro Alino è un bel personaggio, lo odi quando ci giochi contro, lo odi quando ce l’hai come compagno, ma lo vuoi lo stesso perché ha qualità immense, e quel piede sinistro… Lo “odi” tra virgolette, perché ha un modo di giocare fastidioso, grandissima tecnica ma anche forte fisicamente, non rifiutava il contrasto. Certo ti poteva mettere in porta quando voleva, lo avresti sempre voluto dalla tua parte. Vi racconto un aneddoto. Un anno abbiamo fatto il pre-ritiro in Inghilterra, quindi c’era un clima abbastanza sereno, senza partite o pressioni. A fine allenamento abbiamo fatto una sfida sulle punizioni e quando lui ha deciso di fare sul serio non ce n’è stato più per nessuno. 

moscardelli e diamanti con la maglia del Bologna

Davide Moscardelli e Alino Diamanti nella rosa del Bologna | imago/AFLOSPORT

Ma è vero che a Bologna guadagnavi meno di tutti?

Sì, era il periodo con Pioli in cui andavamo male. Per far vedere il livello dei giocatori che avevamo il mister scrisse gli stipendi di tutti alla lavagna, non per creare problemi, ma quasi a dire ‘Siete giocatori importanti, fatelo vedere sul campo’, era più per stimolo che per altro. È stato curioso perché io mi cercavo in questa lista e stavo abbastanza basso… 

Oggi giochi nei BigBro in Kings League. Ti diverti? 

Ho iniziato l’anno scorso con la Coppa che era una sorta di prova delle nuove regole che avevano introdotto, ed è stato divertente. Una squadra nuova, del presidente Moonryde, regole nuove che in molti non conoscevamo, pochi allenamenti insieme…e invece abbiamo fatto un ottimo split, e quindi abbiamo proseguito anche quest’anno in campionato, più complicato essendo più lungo. È sicuramente diverso, molto diverso dal calcio “classico”, è molto simpatico da vedere. All’inizio non lo capivo, lo guardavo con l’occhio dello spettatore della partita di calcio, e invece è uno show, uno spettacolo, e come tale va guardato. Di sicuro è più divertente da guardare di una partita di calcio, da giocare è meglio l’altro… È un buon format, capisco perché ai giovani piaccia. 

In Kings giochi con Florenzi. Ci racconti qualche aneddoto simpatico su di lui?

Florenzi è un bel personaggio, molto simpatico, con lui ci siamo divertiti. Poi ha smesso da poco con il calcio, sta messo bene fisicamente e si è visto. È un format che su di lui calza a pennello, si diverte. Avevamo creato un bel gruppo, andavamo lì volentieri, è stata una bella esperienza vediamo se continuerà. Lui ha sempre la battuta pronta è uno che sta al centro del gruppo, un po’ come me, per questo ci siamo trovati bene insieme. Se in Kings si guadagna bene? Devi chiedere a Spizzi (il soprannome di Florenzi in Kings League ndr) o agli altri top player della Lega…

Sono passati 2 anni dal tuo “dissing” con Bastoni. Racconta bene cos’è successo e se l’hai mai sentito dopo per chiarire?

Stavo facendo una trasmissione e c’era in collegamento un giornalista dell’Inter da Milano, che ha cominciato a parlare di una bellissima festa, con tantissima gente ecc, facendo vedere alcune immagini in cui effettivamente non sembrava ci fosse il pienone… A quel punto ho fatto una battuta dicendo che c’era più gente quando avevo vinto il campionato di Serie C con il Pisa, ma la mia era una battuta. Da lì la cosa si è ingigantita, per fare il cosiddetto hype hanno preso solo il pezzettino in cui facevo il paragone, i social ci hanno marciato sopra con i tifosi dell’Inter che mi mandavano stories della festa. Io avrei anche voluto rispondergli, ma mia moglie me l’ha impedito… Poi Bastoni durante la festa ha detto ‘Moscardelli hai visto quanti siamo?’… Non mi ha dato assolutamente fastidio, era un momento di festa, ci stava. La mia però era solo una battuta, per me è finito tutto lì.

bastoni e la festa scudetto dell'inter nel 2024

Alessandro Bastoni sfotte Moscardelli durante la festa scudetto dell’Inter nel 2024

All’epoca hai subito un po’ di shitstorm da parte dei tifosi interisti. Oggi è Bastoni al centro della gogna mediatica…

Sicuramente dispiace, perché stiamo parlando di un calciatore italiano, pilastro di una squadra fortissima e della Nazionale. È un peccato. Certo l’immagine dell’esultanza dopo l’espulsione di Kalulu non è stata bella, ma io lo dico anche ai ragazzi che alleno, il calciatore quando è in campo non ha sempre la mente lucida per fare le cose giuste, anzi. Quindi la protesta, la parolaccia, tutte cose brutte da vedere da fuori, possono capitare. Per Bastoni c’è da tener conto dell’adrenalina del momento, in una partita molto importante…lui ha avuto questo gesto che gli si è ritorto contro. Non lo sto giustificando ma questo attacco mi è sembrato un po’ esagerato, come un po’ tutto sui social.  

Ti aspettavi di arrivare in Champions? L’anno prossimo pensi che possa puntare allo scudetto?

Se si considerasse solo agosto la Roma avrebbe 15-20 scudetti, perché a inizio stagione, con l’entusiasmo, e a maggior ragione quest0’anno, si creano sempre della aspettative molto alte. Sicuramente si parlerà di scudetto, ne sono certo. La squadra ha fatto una stagione pazzesca, anche se dopo la partita con la Juve pensavo non ce la facessimo per la Champions. Invece la squadra e primo fra tutti Gasperini ci hanno creduto veramente, approfittando anche delle “scivolate” delle altre squadre che hanno dato una mano, ma ha fatto il suo, ci ha creduto fino alla fine e alla fine ha avuto ragione. 

Gasperini ti piace? Meglio lui o Mou?

A livello di gioco, di spettacolo, e proprio da spettatore è sicuramente meglio Gasperini, però l’entusiasmo, la voglia e la carica che metteva Mourinho… Un bel mix tra i due sarebbe fantastico. Difficile scegliere, sinceramente prima non mi erano simpatici, nessuno dei due, però quando vengono ad allenare la tua squadra passa tutto, anche perché vedi come lavorano, ascolti le loro dichiarazioni e quindi il pensiero può cambiare. Si fa presto a cambiare idea, soprattutto quando arrivano i risultati e quando si vede che c’è un bel lavoro dietro. La vicenda tra Gasp e Ranieri? Quello è stato un peccato, l’unica nota stonata della stagione. Sappiamo quanto è stato importante Ranieri per la Roma, e che sia finita così è davvero un peccato. Speriamo che sia stato fatto per il bene della Roma, se fosse così credo anche Ranieri sia “contento”, tra virgolette. Lui in Nazionale? Non lo so. Uomo di calcio, ha vissuto tanti campionati, sicuramente potrebbe dare qualcosa, non so in quale veste.  

Da bomber che ne pensi di Malen?

Super acquisto. Non lo conoscevo tanto, anche perché non giocava proprio come prima punta. Da attaccante mi piace, perché il suo primo pensiero è il controllo orientato verso la porta, da qualunque zona del campo. Con quella rapidità e quella qualità tecnica con quel tipo di controllo crea subito superiorità numerica e ti fa la differenza. Ha aiutato tutta la squadra perché finalmente avevi un punto di riferimento dove far finire l’azione sapendo che prima o poi poteva far gol. Già dalla prima partita lui e Dybala si erano capiti subito, si cercavano sempre: tre partite insieme, tre gol Malen e due assist Dybala, una cosa del genere, tra giocatori forti ci si intende. Ha avuto un impatto importante, speriamo possa continuare così. Ora ci sarà il Mondiale e lui credo sarà protagonista. Attacco Dybala-Moscardelli-Malen? Sì, ma io seduto in panchina a guardarli…

Hai parlato con Totti? Tornerà mai alla Roma

Di questo con lui non ho mai parlato. Totti è stato ed è la Roma, non solo per i romani ed i romanisti, ma per tutti. Se dici Totti dici Roma. Di sicuro lui vuole tornare, ma vuole tornare per fare qualcosa di importante e non per portare solo il suo nome.

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