La partita inaugurale dei Mondiali 2026 tra Messico e Sudafrica, giocata nella cornice leggendaria dell’Estadio Azteca, è entrata nel vivo dopo appena 8 minuti. Il merito? Tutto di Julián Andrés Quiñones, l’uomo del momento che ha firmato la prima rete in assoluto del torneo.
Se per il pubblico generalista il suo nome suona come una novità assoluta, per gli appassionati di calcio internazionale si tratta della conferma di un bomber di razza. Quiñones è infatti reduce da una stagione fantascientifica in Medio Oriente, dove è riuscito in un’impresa che sembrava impossibile: vincere la classifica marcatori della Saudi Pro League davanti a Cristiano Ronaldo.
Chi è Julián Quiñones: la parabola dell’idolo del Messico
Nato in Colombia nel 1997 ma naturalizzato messicano, Quiñones incarna la perfetta storia di riscatto sportivo. La sua carriera è stata un crescendo:
- I 6 titoli in Messico: Diventa una leggenda locale prima con l’Atlas — trascinando il club a una storica doppietta consecutiva dopo 70 anni di digiuno — e poi con il Club América.
- La scelta di cuore: Nel 2023 ottiene il passaporto messicano e sceglie di rifiutare la chiamata della Colombia per vestire la maglia del Tri, diventando immediatamente l’idolo indiscusso dei tifosi.
- Il trasferimento record: Nell’estate del 2024, gli arabi dell’Al-Qadsiah lo acquistano per 16 milioni di dollari, l’operazione in uscita più ricca di sempre per il calcio messicano.
L’impresa in Arabia Saudita: meglio di CR7 e Ivan Toney
Mentre i riflettori dei media internazionali erano tutti puntati su stelle del calibro di Neymar, Benzema o Sadio Mané, Quiñones si è preso la scena della Saudi Pro League 2025-2026 a suon di gol, guidando l’attacco dell’Al-Qadsiah sotto la gestione tecnica di Brendan Rodgers.
La corsa al titolo di capocannoniere si è trasformata in un thriller all’ultima giornata. Quiñones si è presentato all’ultimo turno tallonato da Ivan Toney (Al-Ahli) e dall’intramontabile Cristiano Ronaldo (Al-Nassr). Con una tripletta d’autore nell’ultimo match contro l’Al-Ittihad, il messicano ha chiuso la sua stagione a quota 33 gol, blindando la classifica marcatori. Toney si è fermato a 32, mentre CR7 ha dovuto accontentarsi del gradino più basso del podio dei bomber con 28 reti.
Inoltre, a differenza dei suoi rivali, Quiñones ha segnato quasi la totalità dei suoi gol su azione (calciando appena due rigori), mantenendo la spaventosa media di un gol ogni 83 minuti.
Come gioca il protagonista di Messico Sudafrica?
Alto 178 cm, dotato di una struttura fisica massiccia ma incredibilmente agile, Quiñones è il prototipo dell’attaccante moderno. Può agire sia da ala sinistra che da punta centrale. La sua dote principale è la progressione palla al piede abbinata a un’asfissiante capacità di pressing difensivo, qualità che lo rendono perfetto per i ritmi del calcio europeo (dove diversi top club hanno già iniziato a sondare il terreno con l’Al-Qadsiah, nonostante il suo contratto scada nel 2029).
Con il gol lampo siglato contro il Sudafrica (il terzo più veloce di tutti i tempi in una partita inaugurale del Mondiale), Julián Quiñones ha dimostrato che la vittoria della classifica marcatori araba non è stata un caso. Oltre al gol, contro il Sudafrica ha anche colpito un palo e ha fatto partire l’azione del secondo gol messicano.









