La panchina della Nazionale è pronta a riaccogliere un vecchio amore per dare inizio al nuovo ciclo. Dopo l’addio di Gennaro Gattuso e la breve parentesi ad interim di Silvio Baldini, la FIGC sembra aver sciolto le riserve sul nome del futuro commissario tecnico.
Accordo a un passo: superata la concorrenza di Conte
Le voci sul futuro della panchina azzurra stanno trovando conferme sempre più solide. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Matteo Moretto e rilanciato da testate importanti tra cui Goal.com e Adnkronos, Roberto Mancini è a un passo dal ritorno come CT dell’Italia.
A spingere con forza per questa soluzione sarebbe lo scenario politico federale, legato a doppio filo alla probabilissima elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC. La federazione ha messo sul tavolo un accordo blindato: per il tecnico di Jesi è pronto un contratto quadriennale fino al 30 giugno 2030, con un ingaggio da circa due milioni di euro annui e l’obiettivo categorico di riportare l’Italia ai Mondiali.
Il sorpasso su Conte e i nodi da sciogliere in Qatar
La candidatura di Mancini ha definitivamente superato quella di Antonio Conte, reduce dall’addio al Napoli. Prima di poter mettere nero su bianco il nuovo legame con l’Italia, però, l’allenatore marchigiano dovrà formalizzare la risoluzione del contratto con l’Al-Sadd. In Qatar, Mancini ha appena conquistato il titolo nazionale, ma il legame con il club scade teoricamente nel 2028. Superati gli ultimi dettagli burocratici, il mister sarà pronto a guidare il gruppo già a partire dai primi impegni ufficiali di Nations League in programma a settembre, dove gli azzurri sfideranno Francia, Belgio e Turchia.
Il precedente ciclo azzurro: tra il trionfo di Wembley e la ferita Mondiale
Per Mancini si tratterà della seconda avventura sulla panchina della Nazionale, dopo il lungo mandato vissuto tra il 2018 e il 2023. Una parentesi storica, caratterizzata da picchi straordinari ma anche da una dolorosa caduta. Impossibile dimenticare la cavalcata dell’estate 2021, culminata con la vittoria dell’Europeo a Wembley contro l’Inghilterra, unita al record mondiale di ben 37 partite consecutive senza subire sconfitte. Quell’idillio si era però bruscamente interrotto nel marzo del 2022 con la clamorosa sconfitta nei playoff contro la Macedonia del Nord, che era costata all’Italia l’accesso ai Mondiali in Qatar, prima delle dimissioni rassegnate dal tecnico nell’agosto del 2023.
La rivoluzione tattica: si riparte dal 4-3-3 e dai giovani
Il ritorno del tecnico marchigiano coinciderà anche con una netta inversione di tendenza sul piano tattico. Con Mancini l’Italia si appresta a salutare la difesa a tre, molto utilizzata nelle ultime gestioni, per rispolverare il collaudato 4-3-3, il sistema di gioco che ha fatto le fortune del suo primo ciclo azzurro. La priorità assoluta del nuovo corso sarà il ricambio generazionale: il mister ha sempre dimostrato grande coraggio nel lanciare i talenti più freschi del nostro panorama calcistico, e la necessità di ricostruire lo spogliatoio ripartendo da una base giovane è stato uno dei motivi principali che hanno spinto i vertici federali a scommettere nuovamente su di lui.










