Minuto 21 di Brasile-Marocco, match inaugurale del Gruppo C: Brahim Díaz inventa una verticalizzazione millimetrica, un calciatore con il numero 11 sulle spalle brucia in velocità il difensore centrale Gabriel e, con la freddezza dei grandissimi, ipnotizza Alisson in uscita con un delizioso e morbidissimo pallonetto.
Quel giocatore è Ismael Saibari. E mentre i tifosi della Seleção si interrogano su come la loro retroguardia sia stata letteralmente scardinata dalle folate dei Leoni dell’Atlante, gli appassionati di calciomercato nostrani dovrebbero farsi una domanda molto più pragmatica: perché nessun club italiano si è ancora mosso concretamente per prenderlo?
L’identikit del calciatore totale
Saibari non è nuovo agli addetti ai lavori, i suoi ultimi 3 anni in Eredivisie sono stati in crescendo:
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L’anno della consacrazione: Ha trascinato il PSV Eindhoven alla vittoria dell’Eredivisie 2025/26, venendo eletto ufficialmente Calciatore dell’anno in Olanda.
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Numeri devastanti: Ha chiuso l’ultima stagione da assoluto dominatore con 19 gol e 9 assist in 37 presenze complessive.
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Duttilità tattica estrema: Nato calcisticamente come centravanti, si è evoluto in un centrocampista offensivo/trequartista capace però di agire da “falso nove” o punta esterna. Contro il Brasile, schierato nel cuore dell’attacco da Walid Regragui, ha dimostrato di saper fare reparto da solo.
La notte in cui ha fatto impazzire il Brasile
Affrontare una corazzata che schiera Alisson tra i pali e Marquinhos in difesa farebbe tremare le gambe a chiunque. Non a Saibari. Nei primi 45 minuti della sfida mondiale, il talento del Marocco ha offerto una masterclass di protezione della palla, strappi palla al piede e pressing asfissiante, mandando in tilt la diga formata da Casemiro e Bruno Guimarães.
Il gol del momentaneo 1-0 è un compendio di tutto ciò che serve nel calcio moderno: tempismo nell’inserimento, strapotere fisico nel resistere al ritorno del difensore della Premier League e una qualità tecnica sopraffina nel beffare con il pallonetto uno dei portieri più forti del mondo. Questo genere di prestazioni, sul palcoscenico più importante del pianeta, sposta inevitabilmente il valore del cartellino e l’attenzione dei top club internazionali.
Perché la Serie A sta dormendo?
I club italiani hanno storicamente un ottimo feeling con i talenti marocchini (pensiamo all’impatto di Hakimi all’Inter o alla crescita di El Aynaoui nella Roma), eppure su Saibari si registra un immobilismo ingiustificato. Le motivazioni dietro questa timidezza possono essere riassunte in tre punti:
1. La valutazione del PSV
Il club di Eindhoven è una bottega carissima e, forte di un contratto esteso fino al 2028, non ha alcuna necessità di svendere il suo gioiello. La conquista del premio di MVP dell’Eredivisie ha fatto lievitare il prezzo base ben oltre i 35-40 milioni di euro.
2. Il pregiudizio sul campionato olandese
Spesso le dirigenze italiane temono che i fatturati realizzativi dell’Eredivisie siano “gonfiati” da difese allegre. Tuttavia, Saibari ha già dimostrato il suo valore anche in Champions League (segnando tra l’altro contro Napoli e Juventus) e, ora, nel contesto iper-competitivo del Mondiale.
3. La concorrenza della Premier League
Le squadre inglesi, storicamente più pronte a investire cifre monstre sui giocatori fisici e tecnici, sono già sulle sue tracce. Se la Serie A non dovesse accelerare subito dopo la fine della rassegna iridata, il rischio è di vederlo finire nell’ennesimo club di metà classifica d’oltremanica.
L’occasione d’oro del mercato estivo
Con le big italiane (come Juventus, Milan e Inter) alla costante ricerca di profili offensivi in grado di saltare l’uomo, garantire fisicità (185 cm per oltre 80 kg di muscoli) e portare in dote un ampio bottino di gol, Ismael Saibari rappresenta l’investimento perfetto.
Chiunque deciderà di rompere gli indugi non acquisterà soltanto una punta o un trequartista, ma un calciatore moderno, dominante e reduce dalla notte in cui ha spiegato il calcio al Brasile. Resta solo da capire chi, in Italia, avrà il coraggio di fare la prima mossa.










